SPERO CHE TUTTI SIANO CONSAPEVOLI CHE LE MANIFESTAZIONI DEL FINE SETTIMANA POTREBBERO TRASFORMARSI IN UNA CONTESTAZIONE AL GOVERNO

C’è da sperare che il luogo scelto dai comitati No Tav per illustrare le iniziative in programma nei prossimi giorni in Valle di Susa, ovvero la sede torinese del movimento non violento, sia da buon auspicio affinché le prossime manifestazioni si possano svolgere in modo del tutto pacifico.
Tuttavia, il fatto che a promuoverle siano noti esponenti dell’ala radicale ed antagonista del movimento No Tav, non propriamente avvezzi ai metodi gandhiani, non può che suscitare preoccupazione per quanto potrebbe avvenire nel fine settimana.
Mi auguro che tutti i rappresentanti delle istituzioni, dal Ministro dell’Interno al Prefetto al Questore, siano consapevoli del fatto che le manifestazioni indette in occasione dell’anniversario dei fatti di Venaus potrebbero trasformarsi in un’iniziativa di contestazione al Governo Monti e alla sua manovra. Non solo: esattamente come è avvenuto a luglio, il periodo festivo potrebbe favorire l’arrivo da ogni dove dei gruppi insurrezionalisti ed antagonisti che adoperano la Tav come un pretesto per cercare lo scontro con le forze dell’ordine.
Spero che tale rischio sia ben chiaro anche alle forze politiche, a cominciare da quelle che continuano a flirtare con i No Tav e a dare copertura a tutte le loro azioni. Ovviamente non si tratta di intervenire per vietare i cortei annunciati, perché oramai è ben chiaro a tutti il confine tra la protesta legittima e quella illegittima.