L’autostrada nel mirino No Tav

Maurizio Tropeano – LaStampa

La Sitaf, la società che gestisce l’autostrada Torino-Bardonecchia e il tunnel del Frejus è da ieri ufficialmente un avversario del movimento No Tav. La protesta dell’8 dicembre, infatti, punta sicuramente ad assediare l’area del cantiere di Chiomonte ma servirà anche per denunciare la responsabilità della Sitaf che è complice dell’occupazione militare della Valle», spiega Luca Abbà del coordinamento dei comitati dell’alta valle. Non è un caso che uno dei tre cortei in programma nel giorno della Festa dell’Immacolata si concluderà proprio all’autoporto di Susa dove il movimento sta organizzando la notte bianca della protesta. E non è un caso che il movimento si impegni a tener libere le statali e la ferrovia

Secondo i comitati le colpe della Sitaf sono legate «alla concessione dei terreni su cui si sta sviluppando il cantiere che non c’è e al via libera alla realizzazione dello svincolo verso la Maddalena che – spiega ancora Abbà – ha trasformato l’autostrada in una via di comunicazione e transito per le truppe d’occupazione mettendo a rischio la sicurezza». Nel corso della conferenza stampa non si è parlato di blocco dell’autostrada da parte del movimento ma di forme di protesta tipiche della disobbedienza civile. I No Tav, infatti, danno per scontato che così come è successo nei mesi scorsi la decisione di chiusura sarà presa dalla Sitaf o delle forze dell’ordine.

Già, perché in contemporanea con il corteo di Susa (appuntamento alle 10 alla stazione) sono previsti altri due concentramenti a Chiomonte e Giaglione con l’obiettivo dichiarato di stringere d’assedio il cantiere per «logorare l’apparato di occupazione», spiega Fabrizio Salmoni del Tg Maddalena. Assedio/girotondo che avverrà a volto scoperto e senza nessun atteggiamento offensivo nei confronti delle forze dell’ordine: «Noi – precisa Abbà – abbiamo intenzione di protestare in modo determinato ma pacifico e non violento. Tagliare le reti non è una priorità e, in ogni caso, eventuali violenze sono da imputare all’atteggiamento delle forze dell’ordine».

Giuseppe Cerutti, presidente della Sitaf, respinge le accuse al mittente: «Hanno scelto delle motivazioni che devono giustificare l’occupazione dell’autostrada. La A32, infatti, è un’infrastruttura a servizio della valle, della sua economia e del rilancio turistico di questo territorio e per questo ci spiace subire azioni di ritorsione quando la società e i suoi dipendenti non sono coinvolti nella realizzazione di quest’opera». E per Cerutti eventuali «interruzioni del traffico creano gravi danni non solo per la Sitaf ma anche per la valle». E aggiunge: «E’ innegabile che la perdita del traffico in favore del Bianco è legata alle proteste e all’incertezza di poter usare liberamente l’autostrada».

Per i comitati, però, la protesta di giovedì sarà l’inizio di una campagna di protesta contro la Sitaf «che per quanto ci riguarda – – spiega Luigi Casel – non è più da considerare una zona franca. La società è la principale artefice dell’occupazione militare». E per questo motivo il movimento sconsiglia di utilizzare l’A32 per recarsi i valle ma di utilizzare statali e ferrovia che resteranno sempre aperti.

La nuova protesta dei No Tav, però, desta molte preoccupazioni nel mondo politico. L’allarme lo lancia il deputato del Pd Stefano Esposito: «Mi auguro che tutti i rappresentanti delle istituzioni, dal Ministro dell’Interno al Prefetto al Questore, siano consapevoli del fatto che le manifestazioni potrebbero trasformarsi in un’iniziativa di contestazione al governo Monti e alla sua manovra». E aggiunge: «Esattamente come è avvenuto a luglio, il periodo festivo potrebbe favorire l’arrivo da ogni dove dei gruppi insurrezionalisti ed antagonisti che adoperano la Tav come un pretesto per cercare lo scontro con le forze dell’ordine». E il coordinatore vicario del Pdl, Agostino Ghiglia, chiede che «non sia consentita la formazione di blocchi che impegnerebbero su più fronti le forze dell’ordine, compromettendo l’efficacia nella difesa dei cantieri della Torino Lione».