“Un ragazzo che lancia pietre contro la polizia, anche se finisce in ospedale, non è un eroe”. Sel di Torino è problema politico da affrontare

“Non confondere aggressori e aggrediti”. Il monito è del parlamentare del Partito democratico Stefano Esposito, in seguito ai fatti di violenza avvenuti ieri in Valsusa, durante le manifestazioni No Tav.

“Quanto accaduto è la riprova di ciò che per mesi ho ripetuto nell’assoluto silenzio di troppi anche nel mondo politico. Cioè che il movimento valsusino è ormai preda del mondo antagonista che usa l’alta velocità per portare avanti tutt’altre battaglie attraverso l’uso indiscriminato della violenza. Inoltre, la presenza organica di Sel alla manifestazione pone l’accento sul non più rinviabile problema delle alleanze, per il Pd e tutta la coalizione: la deriva oltranzista dei vendoliani torinesi è assolutamente incompatibile con la loro presenza all’interno delle maggioranze a cominciare da quella che amministra Torino”.

Poi una riflessione sui feriti di ieri: “Questo è un paese ormai davvero incredibile – aggiunge Esposito -: mi riferisco ad alcuni giornalisti che hanno scambiato un sedicenne ferito con un eroe. Premesso che quando qualcuno si fa male, l’auspicio di chiunque non può che essere una pronta guarigione, mi pare chiaro che il ragazzo in questione non sia stato vittima delle forze dell’ordine cattive. Lui si è ferito mentre lanciava pietre ai poliziotti, nascondendosi dietro scudi di plexiglass retti da persone incappucciate e munite di maschere antigas. Per questo, a differenza di Michele Curto che va ad omaggiarlo come un eroe in ospedale, io auspico invece, che presto venga denunciato per aver partecipato ad una azione illegale”.

Conclude il deputato Pd: “Per quanto riguarda l’operatore ferito della Rai – al quale mi lega anche un sentimento di amicizia personale – è inutile dire che se è stato colpito da una pietra lanciata da un poliziotto, si tratta di un episodio che non dovrebbe accadere, ma poliziotti e carabinieri sono uomini e per quanto abbiano sbagliato, vorrei che si tenesse conto del contesto nel quale tutto ciò è avvenuto. Mi sorprende inoltre che nessuno di questi giornalisti si sia preoccupato di raccontare l’aggressione che è stata portata in diretta televisiva alla giornalista del TG3 Piemonte Milena Boccadoro ed alla troupe di Studio Aperto da parte dei soliti idioti che dopo aver tirato le pietre ai poliziotti se la sono presa con i giornalisti.

Ribadisco ciò che ho detto ieri e cioè che sono chiari a tutti i nomi e i cognomi di coloro che pianificano e mettono in atto queste azioni violente e si preparano domani a riproporle. Spero non si aspetti oltre per far sì che ha queste persone si impedisca di attuare il proprio piano”.