Fassino: Sel dica da che parte sta

Piero Fassino, di fronte alle prese di posizione No Tav di una parte della sua maggioranza, nega qualsiasi imbarazzo. Michele Curto, segretario provinciale di Sel, ha partecipato alla manifestazione di giovedì e ha portato la sua solidarietà al ragazzo ferito ricoverato al Cto. «Al massimo, se c’è qualcuno che deve essere imbarazzato quello non sono io – dice il sindaco -. In ogni caso, all’interno di Sel, c’è anche qualcuno che sta su posizioni ragionevoli».

Sindaco Fassino, qualcuno sostiene che giovedì a Chiomonte la polizia abbia «esagerato con i muscoli». Lei che cosa ne pensa?

«E’ difficile esprimere un’opinione senza essere presenti. Ma di una cosa sono certo: se non ci fosse stato chi marciava sul cantiere portando spranghe, bulloni e passamontagna, le forze dell’ordine non avrebbero avuto bisogno di intervenire».

E’ sempre convinto che il movimento No Tav sia «eterodiretto»?

«I fatti dimostrano che la situazione è cambiata. Giovedì a Chiomonte c’era meno gente rispetto alle altre manifestazioni, e molti arrivavano da lontano: oggi il movimento è guidato e diretto da gruppi estremisti il cui unico obiettivo è l’esercizio della violenza».

Molti No Tav valsusini non si riconoscono in questa analisi. Sbagliano?

«La storia del movimento ha avuto due fasi distinte: a un momento iniziale dove la contestazione coinvolgeva gran parte della valle e della popolazione, è seguita una fase dove il “no” alla Tav è diventato un “no” pregiudiziale e irrazionale a qualsiasi grande opera, giudicata di per sé un danno e uno spreco».

Quando è scattato il cambiamento?

«Dopo l’entrata in campo di Virano. L’Osservatorio ha fatto un grande lavoro di ridefinizione della linea, ha ascoltato le comunità locali. Ora nella Bassa Valle il tracciato segue la ferrovia esistente, e i cantieri saranno minimi. In Alta Valle, con il percorso quasi tutto in galleria, sarà minimo l’impatto ambientale. I valsusini vanno capiti: hanno avuto per quindici anni i cantieri dell’autostrada, e l’idea di avere per altri quindici anni il cantiere della ferrovia li spaventa. Ma ora gran parte delle loro obiezioni sono superate».

Alla parte pacifica delle manifestazioni, però, partecipano anche famiglie, bambini, persone normali e non violente.

«Certo, una parte della Valle è ancora contraria alla Tav, e ha pieno diritto di esserlo. Ma oggi sono una minoranza della popolazione locale. Ma ripeto: una cosa è manifestare la propria opposizione, un’altra è manifestarla con le fionde, i bastoni, le cesoie per tagliare le reti».

Sindaco, che cosa può dire ai suoi compagni di maggioranza che giovedì erano al fianco di chi portava le cesoie?

«Che non stiamo parlando di una ferrovia locale, ma di un corridoio europeo che è un asse di sviluppo e di investimento. Se passasse la posizione dei No Tav, l’Alta Velocità si farebbe lo stesso, tagliando fuori Torino e il Piemonte».

Quindi?

«Quindi c’è un sindaco il cui programma prevede il sostegno alla Tav. Se qualcuno di quelli che hanno votato la maggioranza e il suo programma ha cambiato idea, lo dica. Le scelte sono libere, ma ogni scelta porta a una conseguenza».

IN VALLE «Ormai chi si oppone è la minoranza della popolazione»