No Tav, scoppia il caso Sel “Scegliete con chi volete stare”

MARIACHIARA GIACOSA DIEGO LONGHIN – Repubblica

NEL giorno in cui il ministro ai Trasporti, Corrado Passera, conferma che «la Tav deve andare avanti» e annuncia un incontro con il suo collega francese, a Torino scoppia il caso Sel. A evidenziare la posizione non in linea con il centrosinistra del partito di Vendola è il deputato Pd Stefano Esposito: «La presenza organica di Sel alle manifestazioni No Tav pone il problema delle alleanze, per il Pd e tutta la coalizione: la deriva oltranzista dei vendoliani è incompatibile con la loro presenza nelle maggioranze, partendo da Torino». Nel Pd un po’ di malumore si registra. Mettere in discussione l’alleanza? Difficile. La cosa non compare nell’agenda del sindaco Fassino. Sel si dimostra un alleato leale quando c’è da votare in Sala Rossa.

Ci deve essere un casus belli serio, come quando Rifondazione non votò il grattacielo Intesa-Sanpaolo, per aprire la discussione.I però non mancano. «L’atteggiamento di Sel è irritante», sostiene la segretaria Pd, Paola Bragantini. Non è solo la questione Tav: i comportamenti a Rivalta, dove Sel candiderà un ex Pd, e «il flirt di Vendola con i nostri dirigenti valsusini sulla TorinoLione ci hanno lasciato l’amaro in bocca. Serve un chiarimento politico: Curto ha firmato un programma dove c’è la Tav, se pensa di poter dire una cosa in Valle e un’altra a Torino non conosce la coerenza.

Sel ci dica se vuole stare o meno nel centrosinistra». A stretto giro la risposta di Curto: «Consideriamo il centrosinistra la nostra casa naturale e il Pd il nostro alleato strategico, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire la gente del centrosinistra, che ci chiede coerenza: nel momento in cui si mettono in discussione i diritti, le pensioni, i redditi, noi vogliamo discutere anche del treno miliardario. Chi usa i muscoli e non la testa non si accorge che il mondo è cambiato». Il consigliere comunale Marco Grimaldi, che rappresenta la minoranza di Sele ha presentato un documento per chiedere di rivedere l’adesione acritica alle scelte NoTav, è convinto che «il clima di muro contro muro non serve né a Torino né alla Valle». E aggiunge: «Sarebbe meglio partire dai lavori del nodo di Torino piuttosto che dal tunnel di base. Il Pd ci aiuti e Sel si metterà a disposizione per trovare una soluzione. Non ci interessa fare il tifo».

Dopo gli scontri di giovedì i NoTav, che si considerano aggrediti, torneranno alla Baita, a due passi dalle reti. «Vogliamo rimettere a posto il presidio occupato dagli agenti e fare una polentata», dice Alberto Perino. Ci saranno altri scontri attorno alle reti? Possibile.

«Tagliare le reti per noiè un modo di manifestare». E il questore ha prorogato l’ordinanza sulla zona rossa, inaccessibile fino a questa sera.