I mutui di passante e metrò scontati dal patto di stabilità

Andrea Rossi – LaStampa
Il sindaco Fassino qualche settimana fa ha posto la questione ai colleghi dell’Anci: «Le regole devono valere per tutti i comuni. Basta leggi ad urbem». Ce l’aveva con il decreto su Roma capitale, primo atto approvato dal governo Monti, ma anche con uno degli ultimi provvedimenti targati Berlusconi: lo scomputo dal patto di stabilità delle infrastrutture che Milano costruirà per l’Expo. Un’operazione che, se concessa a Torino all’epoca delle Olimpiadi, avrebbe reso la situazione delle casse della città molto meno drammatica. In soccorso del sindaco si è mosso il deputato del Pd Stefano Esposito che a giorni presenterà – insieme con il collega del Pdl Osvaldo Napoli, che è anche vice presidente dell’Anci – una mozione di indirizzo al governo. L’obiettivo: alleggerire il cappio del patto di stabilità su Torino, ma anche sui tanti comuni del Piemonte che hanno soldi in cassa e potrebbero spenderli per opere strategiche o per la messa in sicurezza del territorio, ma non possono, perché vincolati.

«Abbiamo individuato due filoni: le opere strategiche collegate alla Tav e quelle legate alla lotta contro l’inquinamento», spiega Esposito. «Chiederemo che le infrastrutture ancora in fase di realizzazione non vengano calcolate nel patto di stabilità, concedendo una boccata d’ossigeno a Torino e non solo». Si tratterebbe di scontare dai vincoli di bilancio i mutui per pagare l’ultimazione del passante ferroviario e il completamento della linea 1 del metrò fino a piazza Bengasi e Rivoli (cosa che coinvolgerebbe anche la Provincia, oltre a Collegno e Rivoli). Non è poco: per i prossimi tre anni – periodo cui fa riferimento la mozione – si tratterebbe di oltre 123 milioni di euro di mutui. Manca il termovalorizzatore, ipotesi che si sta verificando.

Nella bozza cui Esposito e Napoli stanno lavorando verrebbero inclusi anche gli interventi realizzati dai comuni per la manutenzione delle scuole e per l’efficientamento energetico degli edifici di proprietà pubblica. Infine, per i centri di montagna, la possibilità di sottrarre ai vincoli del patto gli interventi per il riassetto idrogeologico e la messa in sicurezza del territorio.

La mozione bipartisan dovrebbe approdare in Parlamento al rientro dalla pausa natalizia, forte dell’annunciata disponibilità del governo a rivedere il patto. La speranza è che a sostenerla siano tutti i parlamentari piemontesi, creando quella lobby così spesso evocata e raramente vista in azione. Compresi deputati e senatori della Lega. «Me lo auguro», dice Esposito. «È un provvedimento a favore del territorio. Anzi, spero che la Regione su questo batta un colpo e possa fare da collettore degli interventi messi in cantiere dai vari comuni)».