“LA VALLE DI SUSA NON E’ MARZABOTTO E I POLIZIOTTI NON SONO I NAZIFASCISTI”.

L’ON. STEFANO ESPOSITO (PD) SCRIVE AL PRESIDE DEL LICEO BERGAMASCO: “LA VALLE DI SUSA NON E’ MARZABOTTO E I POLIZIOTTI NON SONO I NAZIFASCISTI”.

Successivamente alla polemica giornalistica relativa alla gita scolastica in Valle di Susa, l’On. Stefano Esposito (PD) ha scritto quest’oggi una lettera al Prof. Elio Manzoni, Preside del Liceo “Lorenzo Federici”di Trescore Balneario (BG).
“Mi sento in dovere di scriverLe per la profonda indignazione in me suscitata dalle sue dichiarazioni in merito alla ‘visita’ al cantiere di Chiomonte da parte di un gruppo di studenti del suo Istituto. Non mi riferisco alla difesa dell’operato degli insegnanti o alla precisazione che non di gita scolastica si trattava ma di ‘attività extracurriculare’. E neppure alla sua convinzione che studenti e professori non avrebbero commesso “nulla di illegale”, nonostante abbiano violato un’ordinanza prefettizia che vieta di avvicinarsi alle recinzioni del cantiere e abbiano scelto come ‘guida’ un personaggio pluridenunciato per atti illegali commessi in questi mesi contro il cantiere.
A indignarmi non è neanche il suo bizzarro tentativo di far passare una visita a un cantiere che è stato sede di violenti attacchi alle forze dell’ordine per ‘approfondimento sulla convivenza civile’, poiché non vi è nulla di ‘civile’ negli assalti succedutisi dal 3 luglio in poi (con pietre, bombe carta, biglie di ferro, ecc.), nei più di 300 feriti e contusi tra le forze dell’ordine, nelle minacce scritte sui muri o inviate con lettere intimidatorie o nel linguaggio para-militare adoperato da alcuni siti internet e dagli esponenti dell’area antagonista. Tutti fatti che immagino che Lei e i suoi insegnanti non abbiate mancato di ‘approfondire’ con i vostri studenti prima della gita in Valle di Susa.
A indignarmi, invece, è l’accostamento (questo non bizzarro, ma vergognoso e inaccettabile) che Lei ha voluto fare tra la scampagnata in Valle di Susa con i No Tav e le visite a Marzabotto e a Bologna fatte nel recente passato dagli studenti del Liceo ‘Lorenzo Federici’.
Come è possibile che il Preside di una scuola, che dovrebbe trasmettere il sapere e vigilare sulla correttezza della trasmissione dello stesso, arrivi a tracciare un parallelismo tra due delle pagine più tragiche della storia italiana e l’opposizione nei confronti dell’Alta Velocità? Cosa hanno a che fare una strage nazista e un attentato terroristico di matrice neofascista con i recenti fatti della Valle di Susa? Si vuol forse lasciar intendere che i poliziotti, che a Chiomonte difendono non un cantiere ma lo Stato, sono come i nazifascisti e che, quindi, chi si oppone con violenza alla Tav ha una qualche comunanza ideologica e morale con gli eroi della lotta partigiana?” (…).
“E’ legittimo che insegnanti e studenti abbiano un’opinione critica nei confronti della Tav come di qualsiasi altra grande infrastruttura. Ma non si può contrabbandare per “approfondimento sulla convivenza civile e sulla cittadinanza” una gita tra le montagne valsusine al seguito dei No Tav e voler conoscere le ‘ragioni’ di chi si contrappone illegalmente e violentemente allo Stato e alle forze dell’ordine non ha proprio nulla a che vedere con l’educazione alla legalità, ma ne rappresenta lo stravolgimento della stessa.
Gli agenti che quotidianamente sono impegnati nel cantiere sono esattamente come gli insegnanti: servono lo Stato. E non si può accettare che i secondi scambino i primi per dei ‘nemici’ e decidano di mettersi dalla parte di chi lo Stato non lo rispetta e lo attacca anche con metodi violenti”.