La gita di classe con un No Tav nella zona rossa

Marco Imarisio – Corriere della Sera
«Cari ragazzi, finalmente siamo arrivati alle recinzioni del cantiere Tav di Chiomonte per la nostra lezione sulla legalità. Una faticaccia anche per noi, i vostri insegnanti di religione. Il liceo è chiuso per le vacanze, e da Trescore Balneario alla Val Susa la strada è lunga. Ma ne valeva la pena. È il posto giusto per parlare di legalità. Qui sono successe cose gravi. Il 3 luglio ci fu una aggressione bestiale alle forze dell’ ordine: solo un centinaio di feriti, e vi garantiamo che fu una prova dell’ esistenza di Dio, poteva andare peggio. Il resto dell’ estate non fu diverso, ogni sabato un bell’ assalto. Ecco, questa continua violazione della legalità passa sotto silenzio, tra i sostenitori del no all’ Alta velocità. Elencano le loro ragioni, tutte rispettabili, ma dimenticano di spendere una parolina sulle violenze, come se il concetto di legalità fosse elastico a seconda della convenienza. Ma voi siete ragazzi svegli, e capite lo spirito della nostra gita. Sapete che la scelta di farci accompagnare da un militante No Tav pluridenunciato per gli scontri ha il suo perché. E non pensiate che avervi fatto commettere un reato durante una lezione sulla legalità, violando l’ ordinanza che vieta l’ accesso al cantiere, sia un esercizio di educazione civica al contrario. Adesso il nostro Cicerone vi sta raccontando i soprusi delle forze dell’ ordine, le vessazioni alle quali, da dentro il cantiere assediato, costringono la gente che sta fuori, e ci rendiamo conto che è una versione leggermente di parte. Ma lo facciamo per mettervi alla prova, per affinare la vostracapacità di discernimento». Non è andata proprio così. La visita molto guidata di un liceo bergamasco al celebre cantiere di Chiomonte, segnalata dal parlamentare Pd Stefano Esposito, è diventata un piccolo caso, un infortunio che non deve comunque mortificare insegnanti e studenti. Questi ultimi forse si sono accorti degli sguardi poco benevoli degli uomini in divisa, esibiti come animali in gabbia, costretti ad ascoltare in silenzio le consuete litanie «sulla nuova lotta partigiana contro l’ invasore». Agenti e carabinieri erano arrabbiati anche per altre ragioni. La notte prima della visita dei liceali, e quella precedente, gli amici del Cicerone hanno fatto una simpatica sorpresa, prendendoli a palle di letame, trattamento poi ripetuto anche a Natale. Ma questo l’ imparziale guida No Tav scelta dai professori per le loro classi si è dimenticato di dirlo.