Lettera del Preside – Liceo Trescore

In settimana, ho ricevuto una risposta alla mia lettera dal Preside del Liceo Trescore. Visto che la discussione è pubblica, pubblico la lettera e la risposta che gli ho inviato.

Buongiorno  Onorevole Esposito,
avrei preferito non rispondere alla Sua mail per non alimentare polemiche per le quali non mi sento proprio portato.  Tuttavia non posso non difendermi   almeno dall’accusa di  aver tracciato  “un parallelismo tra due delle pagine più tragiche della storia italiana e l’opposizione nei confronti dell’Alta Velocità” o tra i poliziotti e i nazifascisti. Sulla lotta partigiana  io la penso come Lei, e come spero tutti gli Italiani; e condivido con Lei tutto quanto dice sullo Stato e sul ruolo importante delle Forze dell’ordine. Citando Marzabotto volevo soltanto ricordare una delle ultime uscite organizzate l’anno scorso e che, come quella in Val di Susa, fan parte di un progetto  in atto nell’Istituto già da diversi anni, prima che io diventassi Dirigente del Federici; progetto  inserito nell’offerta formativa dell’Istituto e che , sinteticamente si può riassumere con quanto scritto nel POF 2011-12: “Percorsi residenziali ed itineranti per studenti del triennio che offrono la possibilità di acquisire informazioni che permettano di cogliere la complessità dell’esistenza e della realtà sociale”. Io non so che idea si sia fatta di me e dei miei insegnanti ma le posso assicurare che l’obiettivo dell’iniziativa era del tutto coerente con la finalità sopra citata e che non vi era affatto l’intenzione di “mettersi dalla parte di chi lo Stato non lo rispetta e lo attacca con metodi violenti”. Di ciò potrà avere sicuramente conferma da parte di un suo collega di partito, l’On. Sanga, che conosce me e consce bene anche l’insegnante responsabile del progetto. Sono sicuro che se Lei potesse parlare con questo docente potrebbe veramente avere conferma  di queste mie parole.
Non aggiungo altro anche per non rischiare di essere nuovamente frainteso. 
Elio Manzoni  


Gentile preside, intanto ci tengo a dirle che non dubito in alcun modo della onestà, intellettuale dei docenti della sua scuola, ho l’impressione però che manchi anche a voi una idea di cosa sta succedendo e di cosa è successo in questi anni in val susa. Se mi posso permettere un suggerimento, che non vuole invadere il campo dell’autonomia didattica, dopo la gita invitate un funzionario dello stato, non un politico, che ha vissuto questi mesi dall’altra parte della rete e completate il percorso sul tema tav. Credo aiuterebbe anche il corpo docente e lei a farsi un idea più precisa sulla questione tav.
Grazie per la sua mail, magari capitera’ di incontrarsi. Colgo l’occasione per augurarle buon anno.

 

Ognunosi faccia la propria opinione