Archive for dicembre 2011


LE AZIENDE NON HANNO COLORI. DOBBIAMO ESSERE ORGOGLIOSI DEL FATTO CHE IL TUNNEL DI CHIOMONTE VERRA’ REALIZZATO DA CMC E DALLA PIEMONTESE COGEIS

dicembre 21st, 2011 — 5:44pm

L’Italia è un Paese strano, dove l’orgoglio per i successi nazionali pare essere merce alquanto rara. Lo dimostra il fatto che a fronte della sigla del nuovo trattato tra Italia e Francia sulla Torino-Lione, un avvenimento di grande rilevanza politica ed economica, qualcuno ha voluto sottolineare il fatto che a realizzare il tunnel geognostico di Chiomonte sarà una “coop rossa”.
Sarebbe opportuno smettere di abbinare ‘colori’ alle aziende, ma valutarle per le loro competenze e per i risultati ottenuti nel corso degli anni. La Cmc di Ravenna è una delle più grandi imprese italiane, con un fatturato che si aggira intorno a un 1 miliardo di euro, e una delle poche aziende europee in grado di realizzare un lavoro di tale complessità e portata. I commentatori, poi, paiono essersi dimenticati del fatto che l’appalto in questione è stato vinto da Cmc in associazione con un’impresa piemontese, la Cogeis, specializzata in opere infrastrutturali.
Ci sarebbero molte buone ragioni, quindi, per essere orgogliosi: perché è stato siglato un accordo dal valore di 2.7 miliardi per la parte italiana; perché entro un anno 150 persone avranno un lavoro e negli anni a venire verranno create alcune centinaia di nuovi posti di lavoro; perché un’azienda italiana realizzerà un’infrastruttura internazionale insieme a una ditta piemontese.
Per quanto mi riguarda non mi vergogno di essere orgoglioso per il lavoro svolto in questi anni a favore della realizzazione di questa grande opera, e a coloro che, anche all’interno del PD (fortunatamente rare eccezioni), coltivano l’attitudine di dare ‘colori’ alle iniziative politiche ed istituzionali, suggerisco di occuparsi di quelle che saranno le reali ricadute positive della Torino-Lione e non dei fantomatici ‘partiti degli affari’. Se, invece, qualcuno ha dei fondati dubbi sulle modalità di assegnazione dell’appalto, allora l’unico suggerimento possibile è quello di recarsi in Procura.

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I mutui di passante e metrò scontati dal patto di stabilità

dicembre 21st, 2011 — 10:08am

Andrea Rossi – LaStampa
Il sindaco Fassino qualche settimana fa ha posto la questione ai colleghi dell’Anci: «Le regole devono valere per tutti i comuni. Basta leggi ad urbem». Ce l’aveva con il decreto su Roma capitale, primo atto approvato dal governo Monti, ma anche con uno degli ultimi provvedimenti targati Berlusconi: lo scomputo dal patto di stabilità delle infrastrutture che Milano costruirà per l’Expo. Un’operazione che, se concessa a Torino all’epoca delle Olimpiadi, avrebbe reso la situazione delle casse della città molto meno drammatica. In soccorso del sindaco si è mosso il deputato del Pd Stefano Esposito che a giorni presenterà – insieme con il collega del Pdl Osvaldo Napoli, che è anche vice presidente dell’Anci – una mozione di indirizzo al governo. L’obiettivo: alleggerire il cappio del patto di stabilità su Torino, ma anche sui tanti comuni del Piemonte che hanno soldi in cassa e potrebbero spenderli per opere strategiche o per la messa in sicurezza del territorio, ma non possono, perché vincolati.

«Abbiamo individuato due filoni: le opere strategiche collegate alla Tav e quelle legate alla lotta contro l’inquinamento», spiega Esposito. «Chiederemo che le infrastrutture ancora in fase di realizzazione non vengano calcolate nel patto di stabilità, concedendo una boccata d’ossigeno a Torino e non solo». Si tratterebbe di scontare dai vincoli di bilancio i mutui per pagare l’ultimazione del passante ferroviario e il completamento della linea 1 del metrò fino a piazza Bengasi e Rivoli (cosa che coinvolgerebbe anche la Provincia, oltre a Collegno e Rivoli). Non è poco: per i prossimi tre anni – periodo cui fa riferimento la mozione – si tratterebbe di oltre 123 milioni di euro di mutui. Manca il termovalorizzatore, ipotesi che si sta verificando.

Nella bozza cui Esposito e Napoli stanno lavorando verrebbero inclusi anche gli interventi realizzati dai comuni per la manutenzione delle scuole e per l’efficientamento energetico degli edifici di proprietà pubblica. Infine, per i centri di montagna, la possibilità di sottrarre ai vincoli del patto gli interventi per il riassetto idrogeologico e la messa in sicurezza del territorio.

La mozione bipartisan dovrebbe approdare in Parlamento al rientro dalla pausa natalizia, forte dell’annunciata disponibilità del governo a rivedere il patto. La speranza è che a sostenerla siano tutti i parlamentari piemontesi, creando quella lobby così spesso evocata e raramente vista in azione. Compresi deputati e senatori della Lega. «Me lo auguro», dice Esposito. «È un provvedimento a favore del territorio. Anzi, spero che la Regione su questo batta un colpo e possa fare da collettore degli interventi messi in cantiere dai vari comuni)».

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Torino-Lione, firmato il nuovo trattato

dicembre 20th, 2011 — 1:04pm
MAURIZIO TROPEANO – LaStampa
Italia e Francia hanno firmato pochi minuti fa il nuovo trattato internazionale della Torino-Lione. L’accordo prevede il via ai lavori del tunnel di base tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013.
I lavori saranno assegnati da una nuova società con sede operativa a Torino e sede legale a Chambery che dovrebbe dar lavoro ad una cinquantina di persone. Il presidente della nuova società sara’ francese, indicato direttamente dal capo dello Stato, mentre amministratore delegato e direttore finanziario saranno italiani. Nel Cda entrano uditori senza diritto di voto un rappresentante dell’ Ue e uno delle regioni Piemonte e Rhone Alpes. Intanto a gestire il cantiere di Chiomonte arriva una cooperativa rossa: la Cmc di Ravenna (contratto firmato in mattinata) che si era aggiudicata i lavori del cantiere di Venaus.

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Venti domande (e venti risposte) sulla manovra

dicembre 20th, 2011 — 12:09pm

Dopo la discussione della manovra che verrà approvata in via definitiva domani al Senato, è necessario e utile avere una sintesi per poterla raccontare e spiegare.

Il Gruppo Pd alla camera, ha predisposto questo documento: Venti domande (e venti risposte) sulla manovra. Vi giro il documento nella speranza che possa esservi utile.

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DAL PIEMONTE UNA PROPOSTA SERIA PER TAGLIARE I VERI ‘COSTI’ CHE NON SONO SOLO QUELLI DELLA POLITICA

dicembre 16th, 2011 — 4:49pm

Quella avanzata dall’Unione delle Province Piemontesi è una proposta finalmente seria che consentirà di discutere nel merito dei problemi del riordino del sistema delle autonomie locali e del governo del territorio evitando la facile demagogia. Una proposta, peraltro perfettamente coerente con quella avanzata in Parlamento dal Segretario Pier Luigi Bersani.
Come PD da sempre siamo convinti che le Province svolgano funzioni fondamentali per i cittadini, che non siano strutture che comportano inutili costi e sprechi, ma, che, al tempo stesso, necessitino di un ridisegno complessivo e di una riduzione. Auspico che la proposta che arriva dal Piemonte venga presa in seria considerazione dal Governo Monti e che consenta di aprire un approfondito ed equilibrato ragionamento sui ‘costi’ che possono e devono essere ‘tagliati’, che non sono solo quelli della politica, ma anche, per esempio, quelli relativi ai diversi uffici statali territoriali e periferici, a cominciare dalle Prefetture.

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in previsione della fiducia

dicembre 16th, 2011 — 2:33pm

“Il Pd sosterrà il governo e la manovra, ma non rinuncerà a mettere nero su bianco le sue richieste: sacrifici sì ma non senza cambiamenti”. Lo ha detto Pier Luigi Bersani all’assemblea dei deputati. Il leader del Pd ha poi proseguito: “Ora, a seguito della manovra sulle pensioni, serve al più presto una riforma degli ammortizzatori sociali”. “Sono sicuro che il ministro Fornero ha presente questo aspetto e ho gli elementi per dirlo”, ha aggiunto.

“Cosa gli diciamo a chi a 55 anni si trova senza lavoro?” ha aggiunto Bersani, sottolineando che serve “un sistema di ammortizzatori all’europea per giovani e fasce d’età che non arrivano al pensionamento. La riforma delle pensioni apre questo tipo di questioni, come la flex security all’europea”.

“Difenderemo i lavoratori precoci”

Tra i punti della manovra da ridiscutere con il governo, per il segretario del Pd c’è sicuramente la questione dei cosiddetti lavoratori precoci penalizzati dalle nuove norme: “Solleverò il tema dei lavoratori precoci, fatto ormai più simbolico che reale per quello che riguarda i costi. Ma per noi va assolutamente risolto, l’Italia deve qualcosa a chi è andato in fabbrica a 15 anni” ha detto Bersani.

“Sulle liberazioni il governo deve fare di più”

“Sulle liberalizzazioni non siamo ancora a posto, aspettiamo il governo al prossimo appuntamento”, ha riferito il segretario del Pd al termine della riunione del gruppo alla Camera. “Diremo qualcosa su quello che è necessario e non è solo il mercato del lavoro”, ha spiegato Bersani, “se non lo si capisce subito prima o poi si capirà meglio”.

TGcom

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RASSICURATI DALL’IMPEGNO DI BERSANI. VOTEREMO LA FIDUCIA

dicembre 15th, 2011 — 6:45pm

“Nei giorni scorsi abbiamo annunciato la nostra intenzione di astenerci dal voto sulla Manovra, in assenza della risoluzione del problema della penalizzazione per i ‘lavoratori precoci’. Il tema è stato oggetto dell’intervento del Segretario Pier Luigi Bersani durante la riunione del gruppo parlamentare del PD, ancora in corso. Rispondendo alle perplessità manifestate da alcuni Parlamentari, tra cui noi, il Segretario ha garantito che il tema delle penalizzazioni sarà centrale nel suo intervento in Aula, perché questa è una battaglia che il PD intende vincere. E ha garantito che, immediatamente dopo l’approvazione della Manovra, verrà trovata una soluzione”.
Il Segretario Pier Luigi Bersani ha auspicato che tale assunzione diretta di responsabilità permetta ai Parlamentari che avevano annunciato l’astensione, di modificare il loro intendimento e di votare la fiducia sulla Manovra.
“Di fronte a questo netto impegno, che si aggiunge agli altri importanti risultati raggiunti – concludono l’On. Stefano ESPOSITO e l’On. Antonio BOCCUZZI – ci sentiamo rassicurati dall’assunzione di responsabilità da parte del Segretario Bersani affinché si trovi una soluzione alla questione dei ‘lavoratori precoci’. Pertanto, voteremo la fiducia alla Manovra”.

On. Stefano ESPOSITO
On. Antonio BOCCUZZI
Parlamentari PD

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La svolta nel vertice Pd-Monti

dicembre 14th, 2011 — 9:59am

Tommaso Labate – ilRiformista

Questa è la storia di una trattativa che in più momenti pare sul punto di saltare. «Io le mie proposte sulle pensioni le avevo mandate ieri sera (lunedì, ndr)», si sfoga il ministro Elsa Fornero con alcuni deputati della commissione Bilancio. «Solo che la Ragioneria di Stato non mi ha dato risposte». Alla Camera, a mezzogiorno, sulla manovra c’è il panico.

Il presidente del Consiglio, al piano di Montecitorio dove le commissioni Bilancio e Finanze stanno lavorano insieme al governo sulle modifiche che saranno inserite nel maxiemendamento, non si vede. Alla Camera arriverà poco più tardi. Ma solo per fermarsi nella sala del governo, dove lo raggiungono il suo vice all’Economia, Vittorio Grilli, e il ministro dei Rapporti col Parlamento, Piero Giarda.

E sono difficili, ieri, i rapporti tra l’esecutivo e le forze politiche. E il premier, confiderà più tardi uno dei leader di partito che ci ha parlato, lamenta l’assenza di quel «coordinamento politico che Berlusconi e Bersani continuano a negare». Al contrario di Angelino Alfano, di Pier Ferdinando Casini e di una fetta di Pd che quel tavolo, spiega il lettiano Francesco Boccia, «lo ritengono necessario».

All’ora di pranzo, il tempo stringe e la mediazione sul maxiemendamento è ancora in alto mare. Il Pd continua a insistere sull’indicizzazione delle pensioni fino a 1.400 euro e, fa sapere Pier Luigi Bersani dal partito, «non un centesimo di meno». Il Pdl, nascosto dietro il pressing di Giorgia Meloni di tassare del 25 per cento le pensioni sopra i 250mila euro («Io presento questa proposta, ma poi sta al Parlamento approvarla», dice la Fornero), insiste perché il ritorno dell’Ici scompaia dai radar. E il Terzo Polo, che ovviamente ha meno pressioni rispetto agli altri due partiti della maggioranza, s’accontenta di chiedere «di più per le famiglie». Solo l’Italia dei valori si chiama fuori. Ma soltanto perché, come spiega Di Pietro ai suoi, la decisione potrebbe essere già stata presa: «Votiamo contro». È una Babele, insomma. La “solita” che accompagna una manovra. Con la differenza che, stavolta, il governo che la presenta può contare su una maggioranza di 550 deputati.

La svolta arriva dopo le 14. Quando il premier, che continua a rimanere lontano dalle commissioni riunite, incontra insieme a Giarda i rappresentanti dei partiti. Arrivano Franceschini e il relatore pd Baretta. Poi il tandem pidiellino composto da Cicchitto e Cazzola. E alla fine Casini.

L’incontro più delicato è quello con il capogruppo del Pd. «Presidente, senza l’indicizzazione fino a 1.400 euro e una maggiore gradualità sull’applicazione della riforma previdenziale, per il mio partito la situazione diventa davvero difficile», spiega Franceschini al premier. Neanche mezz’ora dopo “Dario” è a colloquio con i democratici delle commissioni Bilancio e Finanze. L’indicizzazione arriva quasi a 1.400 e un po’ di gradualità c’è. Mancano la lotta all’evasione, certo. E soprattutto c’è lo stop alle liberalizzazioni, che fa infuriare Bersani. «Ma di più», annuncia il capogruppo del Pd, «non siamo riusciti ottenere». Sono le 15. L’ora esatta in cui la mediazione che probabilmente porterà i Democratici a rinviare l’assemblea nazionale di venerdì e sabato (c’è la concomitanza col voto di fiducia) fa un passo in avanti. Quello decisivo.

I mal di pancia, soprattutto in casa pd, rimangono. E Bersani, che insieme a Enrico Letta incontra i sindacati, ne tiene conto. «Il governo ascolti il Parlamento e le forze sociali», spiega il segretario. «Ieri (lunedì, ndr) c’è stata una mobilitazione. Qualcosa l’esecutivo la deve dire». Stefano Esposito, il parlamentare torinese che insieme al collega Antonio Boccuzzi aveva anticipato un possibile voto contrario, ammette che «nel maxiemendamento ci sono alcuni passi in avanti». Di certo, aggiunge, «io voglio vederci chiaro. E ce l’ho con il mio partito, che ha annunciato il voto favorevole alla manovra senza nemmeno averla vista».

Ne ha per tutti, Esposito. Per un governo «con cui si fatica a parlare». Per il ministro Fornero, «che si muove come se stesse ancora nel consiglio di sorveglianza di Banca Intesa». E siamo alle 20. A quando, dopo l’annuncio della fiducia, a Montecitorio, in Commissione, si arriva alla discussione sull’abolizione delle giunte provinciali. «State facendo una cosa da fascisti», è l’argomentazione della pidiellina Maria Teresa Armosino. «Solo il fascismo aveva provato ad abolire le provincie», aggiunge. Per la cronaca, oltre a essere parlamentare, Armosino è anche presidente di una provincia. Quella di Asti.

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IL GOVERNO ACCOLGA LE PROPOSTE DEI SINDACATI. SENZA MIGLIORAMENTI NON VOTEREMO LA MANOVRA

dicembre 12th, 2011 — 2:13pm

Abbiamo partecipato al presidio organizzato da Cgil, Cisl e Uil, per ribadire la nostra vicinanza ai lavoratori e la nostra posizione critica rispetto ai contenuti di questa Manovra.

Ci riconosciamo nella piattaforma sindacale unitaria che coincide in larga parte con le richieste e le proposte avanzate dal PD. In occasione dell’ultimo sciopero generale indetto dalla Cgil avevamo auspicato che il sindacato tornasse ad essere unito per il bene del Paese: siamo lieti che oggi questa unità sia stata ritrovata.

Attendiamo di leggere il maxi emendamento che il Governo presenterà, ma confermiano che, in caso di mancato recepimento da parte dell’Esecutivo di alcune delle proposte avanzate (in particolare agganciare all’inflazione le pensioni inferiori ai 1.400 euro lordi e la rimodulazione dei requisiti per andare in pensione per le generazioni del ’51-’53), nella nostra autonomia di parlamentari non voteremo la manovra.

 

On. Stefano ESPOSITO

On. Antonio BOCCUZZI

Parlamentari PD

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Wagon Lits, la protesta sale sulla torre Frecciarossa bloccato a Porta Nuova

dicembre 10th, 2011 — 2:21pm

SETFANO PAROLA – Repubblica

SONO disperati i 65 dipendenti torinesi di Wagon Lits. Lunedì perderanno definitivamente il lavoro, perché da quel giorno Trenitalia non avrà più bisogno dei loro servizi sui convogli notturni. Così ieri 14 di loro ha di nuovo dato vita ad alcune proteste eclatanti. A cominciare dalla mattinata, quando a Porta Nuova sono scesi in mezzo ai binari e hanno bloccato il Frecciarossa delle 11.37 diretto a Milano. Si sono fermati per circa un’ora, la stazione è andata in tilt, i convogli in arrivo e in partenza hanno subìto ritardi e il treno ad alta velocità è stato soppresso.

In tre sono poi saliti sulla torre-faro, a trenta metri d’altezza, per issare alcuni striscioni. Tre di loro volevano fermarsi lì per tutta la notte. Poi, racconta il parlamentare del Pd Stefano Esposito, «hanno accettato la mia richiesta di scendere, pronti a riprendere la protesta domani (oggi, ndr) senza un segnale di attenzione da parte delle istituzioni». Il deputato democratico, che in questi giorni ha seguito la vicenda, chiede che «i ministri Passera e Fornero intervengano al più presto per scongiurare che nelle prossime ore circa 800 lavoratori in tutta Italia possano restare senza lavoro. E che anche la Regione si attivi per stemperare gli animi».

In questo momento, spiega Mauro Poggio della Filt-Cgil, «tutto dipende da Roma, perché a livello nazionale la trattativa è in stallo. Da dopodomani il servizio notturno non ci sarà più né a Torino, né a Milano, ma soltanto a Roma e Bologna, però le persone che potrebbero tornare al lavoro sono appena 240 su quasi 800. Per questo i sindacati hanno chiesto al ministero di garantire l’impiego anche per tutti gli altri». Nell’attesa che qualcosa si muova, i dipendenti torinesi di Wagon Lits continueranno il loro presidio permanente a Porta Nuova. Pronti a nuove iniziative di protesta.

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