MARCHIONNE DICE CHE NON HA NULLA DA CHIEDERE AL GOVERNO? BENE, MA NOI CHIEDIAMO A MARCHIONNE DI DARCI NOTIZIE CONCRETE SU ‘FABBRICA ITALIA’

Ci fa piacere che Sergio Marchionne non abbia nulla da chiedere al Governo. Credo, però, che il Governo, i sindacati, i lavoratori e il Partito Democratico abbiano qualcosa da chiedere a Marchionne, ovvero di cominciare sul serio a dare concretezza ad alcune delle promesse fatte e trasformare così ‘Fabbrica Italia’ da slogan a realtà.
Il Lingotto ha visto accolte tutte le condizioni poste e proprio un anno fa i lavoratori di Mirafiori votavano sì al referendum accettando pesanti sacrifici. Oggi stiamo ancora aspettando che la Fiat faccia la sua parte e dimostri di essere competitiva a livello internazionale, svolgendo al meglio il suo mestiere che è quello di produrre e vendere automobili. Le continue esternazioni dell’AD del Lingotto sulle colpe dei sindacati e la difficoltà ad operare in Italia, assomigliano sempre più a degli alibi dietro ai quali nascondere l’assenza di nuovi modelli, gli errori più recenti (come la 500 per il mercato americano), il difetto di appeal del marchio tra i consumatori.
Siamo molto preoccupati per Mirafiori e riteniamo che la decisione sulla sede legale non possa essere derubricata a una questione di ‘indirizzo fisico’, perché da essa dipende il ruolo che Torino potrà ancora svolgere nel gruppo italo-americano, ovvero se un ruolo strategico, direttivo e produttivo, oppure essere una delle tante boite che lavorano per il padrone d’oltreoceano.
Né si può chiedere al Governo ‘pace sociale’ quando è proprio la Fiat ad aver compromesso questa pace con la scelta di scardinare il sistema delle relazioni industriali e di escludere il sindacato che si oppone al nuovo contratto. La pace sociale non si chiede, si contribuisce a costruire e a consolidare e questo vale anche per Marchionne.