Dopo il corteo cancellati solo i nomi “istituzionali”

Claudio Laugeri – LaStampa

La parola d’ordine è risparmio. Vale per tutto, comprese le scritte sui muri ad opera dei teppisti accodati al corteo NoTav di sabato nelle vie del centro. Scritte ripulite a macchia di leopardo, a volte ricoperte di vernice soltanto in parte malgrado fossero sulla stessa parete. Qualcuno ha scelto quali parole cancellare e quali lasciare. E il paradosso è che lo ha fatto per «disposizione ricevuta».

Per capire meglio è bene fare un passo indietro. Sabato sera, appena sciolte le fila dei manifestanti, dalla segreteria del sindaco Piero Fassino è partito l’ordine di ripulire i muri imbrattati. Con una priorità: cancellare le scritte ingiuriose nei confronti di «personaggi istituzionali». Questo doveva essere il primo intervento previsto per ieri mattina, in attesa della cancellazione definitiva nei prossimi giorni. Nessun ordine scritto, proprio per affrettare i tempi. Lavori di questo tipo sono appannaggio di una ditta esterna al Comune, che ha vinto una gara d’appalto.

Gli addetti hanno incominciato di buon mattino, un paio di pennellate qui e là, a partire da via Roma. In tarda mattinata, secondo passaggio. E’ proprio il caso di dire che le disposizioni del sindaco sono state eseguite alla lettera. Così, sono spariti dai muri della città gli accenni alle forze dell’ordine, oltre ai nomi del procuratore Gian Carlo Caselli e quello del premier Mario Monti, ma è rimasto tutto il resto. Compresi gli insulti, rimasti orfani dei personaggi di riferimento. E in estrema difesa delle istituzioni, per non sbagliare i «pennelli bianchi» hanno cancellato il nome del presidente del Consiglio anche quando era inserito in giochi di parole come «+ Valle, – Monti». Nel dubbio, meglio spennellare. Ma lo stesso dubbio non ha colto gli operatori quando si sono trovati davanti agli insulti a personaggi «non istituzionali». Quelle scritte sono rimaste com’erano.

Difficile ottenere da Palazzo Civico una spiegazione. La mancanza di buon senso non era prevista. E forse, non era previsto nemmeno che qualcuno andasse a controllare l’operato della «task force» incaricata di cancellare le scritte. Dice il parlamentare pd Stefano Esposito: «L’ala violenta e antagonista del movimento, almeno questa volta, si è limitata a gesti e azioni dimostrative, evitando lo scontro diretto con le forze dell’ordine. Ora però resta da ripulire tutto il tratto di città percorso dal corteo. Ad accollarsi le ingenti spese. qualche migliaia di euro, siano gli stessi No Tav: sarebbe un modo concreto dei capi "pacifici" per prendere le distanze dalle frange estremistiche e dagli anti di vandalismo. Voglio fare una semplice domanda ai vari leader del movimento No Tav, in primis Perino, e ai politici e agli amministratori che non perdono occasione per dare loro copertura politica ed ideologica come Michele Curto o Sandro Plano». Anche il parlamentare del pdl Agostino Ghiglia denuncia «le azioni di teppismo e di vandalismo del movimento No Tav». E chiede che i responsabili siano «costretti a pagare i danni inferti alla città». In compenso su twitter impazzano le domande sotto la lista #ora pulite.