Il “tesoretto” rianima gli impianti olimpici

FABIO TANZILLI – Repubblica

SEMBRAVA una battaglia persa per il Piemonte, e invece dopo il no del governo Monti al sostegno per la candidatura di Roma 2020, ieri è arriva una bella notizia per il rilancio dei siti olimpici montani di Torino 2006, la cui maggior parte oggi è sostanzialmente inutilizzatA e all´origine di tante polemiche. Ieri la commissione bilancio della Camera ha sbloccato e sostanzialmente assegnato al Piemonte i 112 milioni avanzati dall´Agenzia Torino 2006, quella guidata da Mimmo Arcidiacono e che aveva il compito di realizzare tutte le opere olimpiche, dagli impianti alle strade.

È il risultato di una lunga battaglia portata avanti, in primo luogo, dal deputato del Pd Stefano Esposito, che ha costituito una lobby bipartisan con tutti i parlamentari piemontesi (da Giorgio Merlo, a Osvaldo Napoli, a Agostino Ghiglia). La commissione parlamentare ha dato il via libera all´utilizzo del “tesoretto” avanzato dall´Agenzia 2006, che servirà per finanziare la legge sulla “Valorizzazione e promozione turistica delle valli e dei Comuni montani sede dei siti olimpici”. La prossima settimana sarà approvata alla Camera, per poi passare al Senato. Saranno così attribuiti alla Fondazione postolimpica gli oltre 112 milioni di euro risparmiati dell´Agenzia, con l´obiettivo di rimettere in funzioni i costosi impianti realizzati sei anni fa e ora fermi, come la pista di bob di Cesana (100 milioni di euro) chiusa dallo scorso anno, e il trampolino di Pragelato, costato 34 milioni di euro.

Ma non solo: a Sauze d´Oulx da anni sono rimasti installati come scheletri gli oltre 150 pali dell´illuminazione della pista di freestyle (costata 9 milioni di euro), utilizzata per soli sei giorni durante i Giochi. Si pensa di trasferirli in un´altra zona di Sauze d´Oulx, dove potranno essere riutilizzati, ma servivano i soldi per effettuare il “trasloco” con elicotteri e mezzi specializzati. Nell´area che ospitava il freestyle, invece, nascerà un campo di golf con pista di fondo. Un altro sito olimpico chiuso dal 2006 è lo stadio del biathlon, a Sansicario, oramai utilizzato solo come pascolo per le mucche, e che così potrà tornare ad ospitare le gare internazionali.

Gli interventi di sostegno maggiore toccheranno la pista di bob e slittino, tenendo conto che ancora oggi è ritenuto il miglior impianto del genere in Europa: Parcolimpico, la società mista di gestione delle strutture (la maggioranza delle quote appartiene ai privati), dopo mesi di inutile attesa sull´uso della pista, intendeva svuotare le 48 tonnellate di ammoniaca. Ora attenderà dalla Fondazione un nuovo piano industriale per la riapertura dell´impianto in inverno, il cui costo per ospitare gare e attività si attesta su circa 1,5 milioni l´anno. L´obiettivo è quello di poter ospitare nuovamente la Coppa del Mondo.

Dei 112 milioni avanzati dal tesoretto, comunque, bisognerà tener conto che una parte dovrà essere spesa per risarcire i vecchi contenziosi tra le ditte e l´Agenzia 2006: la stima era di circa 43 milioni di euro, ma è presumibile che alla fine ne verranno spesi soltanto dai 5 ai 15. Sul piatto dovrebbero quindi restare disponibili per i siti olimpici dagli 80 ai 90 milioni, che secondo un primo piano dell´Agenzia, saranno erogati alla Fondazione da qui fino al 2018, ogni sei mesi, con uno stanziamento annuo di 9 milioni e mezzo. La partita sui soldi torna così in mano alla Fondazione post olimpica XX Marzo.

Ieri si è tenuto un cda, ancora presieduto dai tecnici dai rappresentanti tecnici del Comune di Torino e della Provincia, che nei prossimi mesi lasceranno i loro posti ai nrapprsentanti politici. La Regione si è già portata avanti, eleggendo martedì come suo uomo in Fondazione il leghista Valter Marin, sindaco di Sestriere e uomo di fiducia della Maccanti. La presidenza di Fondazione rimarrà comunque una scelta del sindaco Piero Fassino, in quanto Torino ha le quote maggiori.

Qualcuno pensa di utilizzare i soldi in arrivo anche per sostenere progetti turistici, ma Esposito, primo firmatario del provvedimento di valorizzazione, avvisa: «Per legge sono destinati esclusivamente al mantenimento e rilancio dei siti olimpici montani. Non è possibile un altro uso».