Salvo il tesoretto dei Giochi

Maurizio Tropeano – LaStampa

Nove milioni e mezzo di euro da spendere già nel corso del 2012. E poi cifre analoghe nel corso dei prossimi due anni. Un picco nel 2015 – 26 milioni – quando ragionevolmente una parte del contenzioso in corso potrebbe essere ultimato. E poi una somma che decresce nel corso degli anni fino al 2018. Ecco il calendario con cui il ministero delle Finanze erogherà alla Fondazione XX Marzo il tesoretto di 112 milioni, eredità della gestione degli appalti da parte dell’Agenzia Torino 2006. Il governo, infatti, ha dato il via libera alla proposta di legge bipartisan che prevede l’utilizzo delle risorse tra Torino e le città di montagna sede degli impianti.

Torino batte Roma e lo fa grazie ad un lavoro di sponda tra enti locali (Regione, Provincia e comune di Torino) e parlamentari, da Stefano Esposito (Pd), primo firmatario del disegno di legge sottoscritto anche da altri democratici, ai deputati del Terzo Polo (Calgaro, Vernetti, Scanderebech) fino al Pdl (Ghiglia, Ghigo e Napoli) e Lega Nord (Allasia e Cavallotto). Oggi è il giorno dei festeggiamenti per il successo della lobby torinese la cui compattezza, però, sarà tutta da misurare nei prossimi mesi quando si dovrà decidere come e dove investire tutti questi soldi. E i segnali non sono positivi.

Secondo Esposito la legge fissa alcuni paletti perché «permette di «utilizzare quei fondi per la manutenzione straordinaria e riqualificazione delle opere olimpiche presenti nella provincia di Torino. Città compresa». Dunque la strada non può che essere quella di una «grande, strutturale e definitiva alleanza tra pianura e montagna». Il centrodestra non la pensa così. Agostino Ghiglia (Pdl) non nega la necessità di rinnovare il patto tra città e montagna anche se puntualizza: «Torino ha già avuto molto. E’ chiaro che serve un riequilibrio e la maggior parte dei fondi dovrà finire nelle valli olimpiche». Il suo collega Osvaldo Napoli è più netto: «Quei soldi vanno spesi In Valsusa e nelle Valli olimpiche». Analogo è il punto di vista dei leghisti Allasia e Cavallotto: «Adesso ci sarà da vigilare sul territorio perché ogni centesimo venga usato dove necessita. Ovvero in montagna».

Valter Marin, sindaco di Sestiere, è stato appena nominato dalla Regione nel Cda della Fondazione. I boatos lo indicano come futuro presidente (quota leghista) della stessa e forse per questo motivo che non si sbilancia: «Credo che sia un bel segnale che nel consiglio d’amministrazione ci siano due sindaci di montagna. C’è la volontà politica che sia più protagonista rispetto a prima».

La palla, comunque, è nelle mani dei soci fondatori. Per Antonio Saitta, presidente della Provincia è necessario coinvolgere «tutti i Comuni interessati, gli operatori turistici, il mondo dello sport in un grande progetto che valorizzi quel patrimonio». E il governatore Roberto Cota aggiunge: «Serve un grande patto tra città e montagna che permette a quelle valli di svilupparsi in maniera stabile». E Alberto Cirio, assessore regionale allo Sport e Turismo, si dice convinto che «finalmente potrà prendere forma il progetto della “Coverciano della neve”».