Il Pd valuti se rinnovare la tessera a chi manifesta contro la Tav

Andrea Rossi – LaStampa

La manifestazione nazionale convocata per sabato prossimo in Valsusa, che segnerà la ripresa in grande stile dell’azione di lotta contro l’alta velocità, rischia di provocare l’ennesima spaccatura dentro il Pd. Il corteo, e soprattutto la mobilitazione lanciata dai No Tav in tutta Italia, ieri hanno creato non pochi malumori durante la direzione regionale dei democratici.

Il motivo del contendere sono i manifesti che stanno facendo il giro d’Italia per richiamare all’adunata: a fianco del logo dei movimenti No Tav comprare anche quello della comunità montana Valle Susa e Val Sangone, guidata da Sandro Plano, iscritto al Pd e da tempo impegnato in un braccio di ferro contro una parte del suo partito. Ieri, non pochi dirigenti democratici sono tornati a chiedere, di fatto, l’espulsione degli amministratori della valle. E hanno sollecitato il segretario regionale Gianfranco Morgando. «Sento sempre di più l’imbarazzo di militare nello stesso partito di chi si oppone a un’opera strategica per il nostro territorio e sulla cui importanza il partito ha già preso una posizione e si è già espresso da tempo». Parole molto simili a quelle pronunciate poco dopo dal deputato Stefano Esposito, uno dei maggiori sostenitori della Tav dentro il Pd: «Il mio periodo di convivenza con soggetti che mettono il simbolo di un’istituzione come la comunità montana a fianco di quello dei movimenti e dei centri sociali è finito. Ormai abbiamo capito chi sono queste persone che agiscono in Valsusa: le ultime inchieste della magistratura l’hanno dimostrato. E sfilare al fianco di chi ha commesso violenze e attaccato i giudici per me è incompatibile con l’essere iscritti a questo partito».

Per molti esponenti democratici gli arresti di qualche settimana fa sono una sorta di spartiacque, che ha sancito come il movimento sia permeato da frange violente. La manifestazione di sabato, per loro, sancisce l’allineamento dei sindaci e degli amministratori locali che vi parteciperanno, oltre che della comunità montana, con le ali più estreme dei No Tav. Inaccettabile, per Saitta, Esposito e altri dirigenti democrats. Che sono tornati alla carica, chiedendo al segretario Morgando di prendere provvedimenti. Nella replica finale Morgando ha chiarito la sua posizione: «Il giudizio del Pd sulla Tav è noto. Abbiamo sempre detto che le opinioni contrarie sono legittime, ma che occorre rispettare le decisioni prese. Anche oggi autorvoli esponenti del partito hanno ribadito la loro difficoltà a convivere con chi non riconosce la legittimità di quell’opera. È in corso la campagna di tesseramento 2012: io credo che spetti agli organi competenti una valutazione definitiva sull’opportunità che queste persone restino dentro il Pd».