Contro Giancarlo una campagna scandalosa ma le forze di polizia stanno a guardare

MEO PONTE – Repubblica – Repubblica

«È inconcepibile che in uno stato democratico una persona, sia egli il procuratore capo di Torino o chiunque altro, non possa partecipare ad una manifestazione o tenere un discorso in pubblico perché non ci sono sufficienti garanzie di ordine pubblico…». Lo dice Marcello Maddalena, procuratore generale di Torino, e dal tono della sua voce si capisce che questa volta è davvero indignato. Giancarlo Caselli per lui oltre che un collega è un amico (sono famosi negli ambienti giudiziari i loro duelli tennistici). Ideologicamente diversi (Maddalena è uno dei fondatori di Magistratura Indipendente, Caselli uno dei leader di Magistratura Democratica) e di fedi calcistiche appassionate ma contrastanti (Maddalena tifa Bologna, Caselli è uno sfegatato fan del Toro), si sono sempre ritrovati su un terreno comune: la difesa della legalità. Ed per questo che Maddalena decide di intervenire sul caso Caselli, rompendo il suo abituale riserbo.

Sembra che sia aperta la caccia al procuratore capo di Torino. A Caselli è stato impedito di partecipare alle presentazioni di libri a Torino, Milano…

«E persino in Svizzera, ho saputo. E per questo che dico che siamo di fronte ad una situazione inconcepibile in uno stato che si dice democratico. Non è possibile che Giancarlo Caselli, ma il discorso vale per chiunque altro, sia ridotto al silenzio per gli atti che fa durante la sua attività professionale. E tanto meno è accettabile che lo Stato non sia in grado di garantire la sua incolumità».

L´inchiesta sulle violenze dei No Tav ha suscitato malumori anche in seno alla magistratura. Livio Pepino, esponente di spicco di Md, la stessa corrente di Caselli, è intervenuto in modo critico. Pensa che certe prese di posizione possano aver influito su questi attacchi a Caselli?

«Questo è un altro aspetto della questione. Di certo condivido l´indirizzo dato da Giancarlo Caselli all´inchiesta, che è stato molto chiaro su un punto fondamentale: non è stato criminalizzato il movimento contro l´Alta Velocità ma si sono perseguite solo le persone responsabili di singoli reati accertati. Per questo è ancor più incomprensibile questa campagna diffamatoria e violenta contro il capo della Procura di Torino».

Il fatto che Caselli abbia dovuto rinunciare ad alcuni impegni pubblici significa che non si è in grado di proteggerlo?

«Capirei se fosse successo una volta. Capita che si possa essere sorpresi impreparati. Ma ormai siamo di fronte alla ripetizione di un copione sempre uguale e questo è inaccettabile. È evidente che ci sono responsabilità da parte delle istituzioni che devono garantire l´incolumità di una persona. La libertà di espressione è garantita a tutti dalla Costituzione. Non è quindi possibile che Giancarlo Caselli non possa partecipare alla presentazione di un libro o a qualsiasi altra manifestazione. E che non possa esprimere il suo pensiero».

A chi si riferisce quando parla di istituzioni?

«Alle forze di polizia, perché ci troviamo di fronte ad un problema di ordine pubblico. Penso che il ministero dell´Interno debba individuare le misure per garantire i diritti e l´incolumità di Caselli. Come dovrebbe farlo per chiunque altro. Non possiamo continuare ad assistere a questi episodi di sistematica intolleranza».