Auguri a Abbà ma nel movimento non c´è Gandhi

DIEGO LONGHIN – Repubblica

Presidente Saitta, anche lei era al tavolo in prefettura, dove si è deciso di andare avanti con i lavori alla Maddalena, nonostante le tensioni e l´incidente al militante No-Tav. Perché questa scelta?

«È stata una decisione scontata e nessuno ha espresso dubbi. Il prefetto e i vertici delle forze dell´ordine hanno fatto un quadro della situazione: abbiamo sentito i fatti e abbiamo apprezzato la scelta responsabile di anticipare le operazioni di esproprio per evitare uno scontro che sarebbe stato molto duro. Tutti siamo rimasti colpiti dall´incidente, un fatto grave, e speriamo che Abbà si rimetta. Ma chi ha proposto di sospendere i lavori lo ha fatto in maniera cinica e strumentale».

Il movimento cerca il martire?

«Spero di no. Spero che nessuno lo cerchi e che nessuno lo voglia fare. Di sicuro non lo cercano le forze dell´ordine. Le operazioni di esproprio si sono svolte in maniere tranquilla, per ammissione dello stesso Abbà. E si è anticipato di 24 ore proprio per evitare il muro contro muro. Il tam tam, la chiamata delle ultime ore, avrebbe portato in valle centinaia di persone che non credo che si sarebbero limitate ad alzare le mani per far vedere chi era favorevole e chi contrario».

Ogni occasione è buona per cercare lo scontro. Si può continuare a gestire un cantiere in queste condizioni?

«Chi è contrario rimane contrario. Ormai mi sembra che non ci siano più margini. Ma sbaglia chi invoca l´anno zero o chi chiede di fermarsi. Da anni si va avanti, con il contributo di tutti, comprese le istituzioni: si è ribaltato un progetto che non teneva minimamente in considerazione la Valla di Susa. Il tempo non è passato inutilmente, le ragioni della gente sono state ascoltate. Ora, però, basta. È una questione di Stato di diritto. Di scelte prese a livello nazionale e locale, scelte che rappresentano la volontà della stragrande maggioranza».

E chi rimane contrario?

«Legittimo, ma è una posizione culturale. Non rappresenta la maggioranza. E bisogna stare attenti a chi strumentalizza, a chi vuole usare la protesta per altri fini. Ho letto gli atti del tribunale della libertà: non ci troviamo di fronte a Gandhi, pezzi del movimento hanno caratteristiche militari».

La manifestazione di sabato è stata pacifica. Che cosa direbbe a quelle persone che sono scese in strada?

«Che da otto anni, per quello che possono ricostruire io, si lavora per migliorare questo progetto. E lo si è fatto. Che non siamo di fronte ad una dittatura o ad uno Stato di polizia, che da una parte non c´è il fascismo e dell´altra la lotta per la Liberazione. Si è agito sempre in maniera corretta e si continuerà a farlo, soprattutto da parte delle forze dell´ordine, senza cercare vittime o incidenti, per rispetto alle persone e perché non conviene a nessuno».

Temete effetti della tensione in Val di Susa su Torino?

«È immaginabile che ci saranno delle reazioni, ma lo Stato non può indietreggiare».