“A Travaglio e agli ecologisti con le molotov in tasca dico: l’Alta Velocità è la scelta più ambientalista che ci sia”

Giacomo Amadori – Panorama
Stefano Esposito, quarantaduenne torinese, è un combattivo deputato del Pd da sempre favorevole alla Tav, la ferrovia ad alta velocità. Una posizione che lo ha reso particolarmente inviso ai militanti ostili al progetto: «Credo di essere il politico più odiato da quella gente insieme con l’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino» scherza lui. In questi giorni di scontri in Val di Susa è particolarmente fumantino e ha sentito il bisogno di scrivere una nota ufficiale su Luca Abbà, l’agguerrito leader No Tav folgorato su un traliccio durante la protesta. Nel comunicato si legge: « Purtroppo quasi tutti i media hanno scelto di ‘mitizzare’ il povero Luca Abbà descritto come un contadino attaccato alla terra, un luddista postmoderno con scarsa dimestichezza con l’elettricità e le altre conquiste della tecnologia. Quasi tutti si sono dimenticati di dire che il coltivatore diretto di Exilles ha un curriculum giudiziario alquanto lungo e interessante, che è un pregiudicato e un pluridenunciato per fatti violenti…».

Esposito, però lei così se le va a cercare…

Io difendo i miei convincimenti e lo faccio democraticamente. Io non ho mai tirato pietre e bulloni contro i presidi No Tav e continuerò a non farlo. Però rivendico il diritto democratico di avere un’opinione diversa dalla loro e che vengano rispettate la legalità e la legge.

I No Tav sostengono di voler preservare intatta la loro terra per i propri figli…

Dichiarano di voler difendere la terra che amano solo a parole, poi, per esempio, annunciano che bloccheranno l’autostrada in uno degli ultimi week-end buoni per andare a sciare, in una stagione sfortunata per il turismo, visto che è nevicato pochissimo E se continueranno questi blocchi stradali presto la Sitaf (la società che gestisce la locale autostrada ndr) inizierà a mandare a casa gli operai. Gente del posto, padri di famiglia.

Sta dicendo che i No Tav non sono persone sinceramente preoccupate per il destino del proprio territorio?

Gli scontri di questi giorni hanno dimostrato una volta di più che la loro non è una campagna ecologista, bensì una battaglia ideologica contro il sistema e contro lo Stato a cui danno copertura politica non solo Beppe Grillo, ma anche la Fiom, e adesso, più di tutti gli altri, Sinistra ecologia e libertà. Gli uomini di Nichi Vendola e del sindacato spacciano per pacifici soggetti che pacifici non sono.

Oggi Marco Travaglio sul Fatto quotidiano ha scritto un editoriale piuttosto duro contro la Tav.

I suoi argomenti sono retorici. Ma uno come lui, abituato a spulciare carte giudiziarie vecchie di trent’anni, non dovrebbe far fatica ad aprire il sito dell’Osservatorio per la realizzazione della ferrovia Torino-Lione che ha rivisto il vecchio progetto e qui potrebbe facilmente scoprire tutte le ragioni tecniche, trasportistiche e ambientali per cui la Tav è un progetto ecologico.

In che senso, scusi?

La linea ferroviaria storica è costosa (per esempio a causa della pendenza occorrono due locomotive per trasportare i vagoni) e tecnicamente obsoleta. Così vecchia che non permette di trasportare su rotaia molti modelli di tir, essendo le gallerie troppo basse. Con la Tav verrebbe abbattuto il 40 per cento degli attuali costi di trasporto su gomma e questa sarebbe una grande scelta ambientale, visto che, come è noto a tutti, il treno è più ecologico dei tir, ma questo evidentemente sfugge a Travaglio. Invece di parlare di militarizzazione della valle, invece di usare come parametro i costi per costruire l’alta velocità sulla Torino-Milano, Travaglio dovrebbe prepararsi con più scrupolo sull’argomento. Su questo tema sono pronto a un confronto pubblico con lui in qualunque sede.

Rischia che la platea la ricopra di uova, vernice e petardi…

Diciamo che allora approfitto della sua intervista per fargli una domanda io: perché lunedì scorso è partito lo scavo per il raddoppio della galleria autostradale del Frejus e non c’era neanche un No Tav a protestare? Bucare quella montagna e meno grave che bucare una montagna poco più in alto? E il signor Travaglio sa che uno dei leader No Tav, il presidente della Comunità montana Sandro Plano, purtroppo iscritto al mio stesso partito, è uno dei più alti dirigenti della Sitaf che sta scavando quella galleria?

Ho capito che Travaglio non le sta simpatico. Ma non ha paura di apparire paradossale dicendo che la Tav è ecologica?

Gli svizzeri hanno recentemente realizzato un tunnel ferroviario per le merci simile a quello della Val di Susa e un altro sarà completato prossimamente: in questo modo hanno potuto contingentare i camion che viaggiano sull’autostrada. Non riesco a immaginare una scelta più ambientalista. Ma forse è un tema che non interessa a questi presunti ecologisti con le molotov in tasca. Io, invece, ai miei figli voglio lasciare una valle con l’aria più pulita. Grazie alla Tav.