LUNEDI’ RIPARTA REALMENTE IL DIALOGO. AUSPICO CHE ANCHE SANDRO PLANO SIA PRESENTE, COSI’ DA CAPIRE COSA PENSA REALMENTE

Dopo le ultime dichiarazioni del Governo e del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è chiaro a tutti che la nuova linea ferroviaria Torino-Lione si farà. Non c’è dunque più spazio per ripensamenti o tentativi di far indietreggiare le lancette dell’orologio, la strada è tracciata e si è deciso di procedere con fermezza e dialogo.
Fermezza nei confronti dei violenti e di quei gruppi che hanno fatto della Valle di Susa una palestra per le loro pratiche paraguerrigliere e sovversive. Dialogo nei confronti dei territori interessati dall’opera e delle amministrazioni locali, nella speranza che ciò che abbiamo visto accadere in questi mesi in Valle di Susa abbia fatto comprendere anche a loro gli sbagli commessi.
L’incontro convocato per lunedì dal Presidente Cota, in accordo con il Presidente della Provincia Saitta e Sindaco Fassino, è un appuntamento di grande rilevanza. Dopo molto tempo (e non certo per responsabilità di Regione, Provincia e Comune) tutti i sindaci si riuniranno intorno a un tavolo, anche i sindaci dei Comuni della pianura, come Settimo, Orbassano, Collegno e Rivalta, che hanno aspettative non meno importanti di quelle dei Comuni della Valle e che da sempre sono favorevoli alla nuova linea. Ritengo opportuno che a quel tavolo ci sia anche il Presidente della Comunità montana Sandro Plano, proprio perché il dialogo per essere vero ed efficace deve farsi con tutti. Plano si dice disposto a discutere nel merito e afferma che ha rinunciato all’idea di bloccare i cantieri.
Si tratta di parole interessanti, che, se sincere, lasciano ben sperare, purché siano chiare alcune cose. Innanzitutto, come ha ricordato anche il Segretario Bersani, che il dialogo è sul ‘come’ realizzare la TAV, e non sul ‘se’. In secondo luogo che è inaccettabile affermare che “la violenza, in questo momento, c’è da tutte le parti”, come fa Plano in un’intervista a Il Manifesto, perché se violenza c’è stata in Valle di Susa è attribuibile esclusivamente agli antagonisti che si sono infiltrati nel movimento assumendone la guida (con la connivenza dei rappresentanti delle amministrazioni locali) e alle parole incendiarie pronunciate quotidianamente da Alberto Perino e soci. Infine, che il confronto sul ‘come’ non può prescindere dall’Osservatorio tecnico e da chi lo presiede, l’arch. Virano, perché questo è il cardine intorno a cui ruota sia la realizzazione dell’opera sia il rilancio dello sviluppo della Valle di Susa. Pertanto, si deve partire dal documento di Antonio Ferrentino e dal Piano strategico della Provincia, perché solo questo segnerebbe un autentico cambio di passo.
Se alla riunione di lunedì saranno presenti tutti i soggetti interessati, nessuno escluso, allora si capirà chi ha realmente intenzione di dialogare e chi no. In caso contrario, si offrirebbe a Plano un’ulteriore gratuita occasione per continuare a fare il capopopolo, dimenticandosi delle responsabilità del suo ruolo istituzionale. A lui spetta ora decidere con quale vestito presentarsi all’incontro.