Tav, alta tensione Scorta per Virano

marzo 15th, 2012

Maurizio Tropeano – LaStampa

Il comitato per l’ordine e la sicurezza democratica della provincia di Torino ha deciso di assegnare un servizio di protezione personale per il commissario straordinario e presidente dell’Osservatorio della Torino-Lione, Mario Virano. La scorta è stata assegnata dalla Prefettura in base ad una valutazione dell’esposizione di rischio per la sicurezza di Virano in relazione al suo ruolo chiave nella realizzazione del progetto Tav.

La decisione è stata presa dal comitato per la sicurezza dopo l’intervista televisiva con Lucia Annunziata su Rai 3 e le accuse mosse da Virano al movimento sull’uso della violenza: «Non ci sono infiltrati ma invitati». Una tesi respinta dai No Tav che hanno affidato ai legali le valutazioni per una possibile querela. Ma secondo gli inquirenti quelle valutazioni così esplicite potrebbero mettere a rischio la sicurezza di Virano. Da qui la decisione di assegnarli un servizio di protezione.

Intanto la procura della Repubblica di Torino ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per capire chi ha inviato le lettere minatorie recapitate nei giorni scorsi al reparto mobile della polizia, ai carabinieri e alla Sitaf, la società che gestisce l’A32, e alla regione Piemonte. Lettere accompagnate dalla minaccia: «Basta con la Tav o salterete tutti». Secondo fonti investigative della Digos le lettere sono state spedite da Torino – o da una località della provincia – e sono opera della stessa persona che ha scritto a mano, in stampatello e con grafia incerta.

Il movimento No Tav si è subito chiamato fuori dalla vicenda che «nulla ha a che fare con la lotta No Tav». E si parla di una «lunga scia di provocazioni che ormai da anni inseguono questo movimento per screditarne l’immagine e l’essenza stessa». Ecco perché «respingiamo al mittente la vile provocazione diffidando chiunque dall’attribuirle al movimento No Tav».

Ieri il comandante generale dell’Arma dei carabinieri, Leonardo Gallitelli, davanti alla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, si è detto convinto che «la Tav costituisca oggi il nodo critico, sul piano dell’ordine pubblico è un laboratorio dell’antagonismo nazionale: se qualcosa dobbiamo aspettarci nel futuro è che, irrisolto questo nodo, le manifestazioni potranno verosimilmente ripetersi non sono in Valsusa». Quasi in contemporanea un gruppo di manifestanti No Tav ha effettuato un blitz occupando simbolicamente la sede degli uffici romani della Cmc, la cooperativa rossa che eseguirà i lavori di scavo della galleria geognostica della Maddalena di Chiomonte.

Intanto questa mattina il governatore del Piemonte, Roberto Cota, il presidente della Provincia, Antonio Saitta, e il sindaco di Torino, Piero Fassino, incontreranno il viceministro delle Infrastrutture, Mario Ciaccia, per discutere le priorità dove investire i venti milioni che il Cipe stanzierà nella riunione del 27 marzo. In base all’accordo di programma sottoscritto tra Regione e Governo i soldi dovrebbero essere investiti sui progetti inseriti nella Legge Obiettivo e immediatamente cantierabili. In pratica dovrebberoessere investiti sul nodo di Torino e non in Valsusa. Ecco perché il deputato Pd, Stefano Esposito, si sta muovendo per modificare i contenuti dell’accordo del 2008: «Una maggior flessibilità, soprattutto per quanto riguarda i fondi per l’acquisto del materiale rotabile permetterebbe agli enti locali di recuperare risorse aggiuntive per il piano strategico di sviluppo».

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