Inps, tre milioni all’anno per stare negli uffici che ha appena venduto

Emanuela Minucci – LaStampa

Via Frola 2 e 4: un milione e 876 mila euro l’anno. Via XX settembre 34: un milione e 615.739 euro. Ecco quanto paga l’Inps (ovvero lo Stato, ovvero noi) di affitto ogni dodici mesi per occupare i suoi ex immobili che sono stati frettolosamente venduti (e secondo molti sottopagati) qualche anno fa per fare cassa secondo una direttiva dell’allora ministro Tremonti.

Sul «caso piazza Cln» il deputato Stefano Esposito (Pd) ha depositato martedì scorso un esposto alla Procura della Corte dei Conti piuttosto pesante. La premessa: «Desidero portare a conoscenza i seguenti fatti relativi alla cessione a privati di beni immobili di proprietà dell’Istituto nazionale previdenza sociale». Prosegue: «L’Inps ha conferito al Fondo Immobiliare Pubblico (Fip) – istituto dal ministero dell’Economia e delle Finanze con lo scopo di valorizzare e di dimettere il patrimonio immobiliare ad uso strumentale degli enti previdenziali – gli immobili di ia XX Settembre 34, via Arcivescovado, via Amendola, Via Arcivescovado angolo Via Roma, via XX Settembre angolo via Frola e Piazza Cln, per un totale di 32 mila metri quadri e 6 mila di cantine (il trasferimento al Fip è avvenuto con decreto del 16 settembre 2005)». Poi arriva al punto: «Gli immobili in questione sarebbero stati acquistati da operatori privati con valori di cessione che risultano essere mediamente di 600 euro al metro quadro e successivamente, in parte, posti sul mercato con valori tra i 7 e gli 8 mila euro al metro quadro per le abitazioni civili e di 18 mila euro al metro quadro per la parte commerciale».

L’esposto è seguito a un’interrogazione depositata giovedì 15 marzo sempre da Esposito (e firmata anche da Boccuzzi, Santagata e Damiano), e diretta al ministro del Lavoro Elsa Fornero.Il tutto per sapere se il Ministero fosse a conoscenza dei valori di cessione degli immobili dell’Inps agli operatori privati e dei valori con i quali successivamente sono stati posti sul mercato. Ma anche per scoprire attraverso quali procedure di evidenza pubblica siano stati scelti gli acquirenti.

In attesa della risposta del ministro, il parlamentare chiede alla Procura della Corte dei Conti di «verificare se l’apparente sproporzione tra il prezzo pagato dai privati all’Inps e il successivo prezzo di vendita sul mercato possa configurare un pesante danno erariale nei confronti dell’Ente previdenziale». E mentre a Montecitorio si interessano al caso Torino (anche gli edici Inps romani di piazza Augusto Imperatore pare siano stati venduti con la stessa sbrigativa procedura) piazza Cln e il pezzo di via XX Settembre che si trova alle sue spalle continua a desertificarsi. Ha chiuso la gastronomia, la profumeria, l’Aci, il negozio di jeans, e presto chiuderanno anche tutti gli altri. Il futuro? Lo deciderà la Corte dei Conti