“Lavori per la Tav? Mafioso” Sospesi per un volantino

Zancan, Travan – LaStampa

Elvis, per via del ciuffo a banana, dice: «Io c’ero, ma stavo di lato. Non ho visto». Marcone, per via della stazza imponente, giura: «Sì, ho distribuito in classe quel volantino, ma non l’ho letto. Neppure di sguincio». La professoressadi matematicali osserva con benevolenza: «E’ stato solo un piccolo incidente di percorso durante l’attività didattica – assicura – sono due bravi studenti. Non gettiamo benzina sul fuoco. Altrimenti qui viene fuori davvero una roba brutta. E poi chi è senza peccato scagli la prima pietra». Va bene. Ma prima di arrivare ai commenti e alle assoluzioni, stiamo ai fatti.

Le aziende

Elvis e Marcone, così come soprannominatidai compagni, 16 e 18 anni, due studenti dell’istituto Itis Enzo Ferrari di Susa, hanno distribuito in classe un volantino No Tav con pesanti illazioni sulle aziende che stanno lavorando al cantiere, la Martina Service e la Italcoge. Le due ditte si occupano della costruzione delle reti di protezione. Nel volantino sono definite «mafiose». Ora il fatto non secondario è che anche il figlio del titolare dell’impresa Martina era in classe durante la distribuzione. Compagno di scuola di Elvis e Marcone.

E’ successo una settimana fa. Poi, nell’ordine: il figlio si è confidato con il padre pieno di vergogna. Il padre ha querelato la scuola. Il preside ha proposto una settimana di sospensione per i due studenti: «Perché con il buonismo non si educa nessuno». Ma gli insegnanti delle classi 3ª Elettronica e 5ª Meccanica lo ritengono un provvedimento «spropositato». E ieri, dopo un consiglio straordinario di classe, hanno proposto una «punizione» più mite (ma ancora coperta dal segreto). Questa la giustificazione ufficiosa: «Non dovevano distribuire all’interno della scuola un volantino non autorizzato. Ma il contenuto dello stesso non c’entra, perché non l’hanno letto».

L’ex allievo

La professoressa Cristina Moscatelli ha un ruolo importante in questa storia che forse spiega meglio di tante altre quello che sta succedendoin Val di Susa. E’ stata lei a portare i volantini dentro l’istituto: «Me li ha dati un ex allievo che conosco bene – spiega – altrimenti non li avrei mai accettati. Li stava distribuendo al mercato, mi ha chiesto di sporgerne una cinquantina a un mio studente che si chiama Marco. Cosa che ho fatto, dopo essermi raccomandata con lui di distribuirli all’esterno dell’istituto».

Il figlio

Domanda secca: ma lei ha letto quel volantino? «No, purtroppo no – risponde la professoressa era mezzogiorno, avevo fretta, dovevoandare dal dentista. Questo è stato il mio errore. Li avessi letti me li sarei mangiati, pur di non farli arrivare oltre». Stando al racconto di Elvis e Marcone, anche loro hanno commesso lo stesso errore. Ma il figlio dell’imprenditore Claudio Martina, invece, ha letto attentamente: «… Perché ormai palesi a tutti sono gli sporchi intrallazzi economici fra stati, mafie e banche per accaparrarsi più soldi possibili sulla pelle delle popolazioni locali. Soldi che finiranno nelle tasche dei soliti noti… Proprio qui a Susa si concentrano le società appaltatrici del “signor” Lazzaro e del “signor” Martina più volte fallite e più volte sospettate di collusioni mafiose…».

«Mio figlio è tornato a casa abbastanza scosso spiega Claudio Martina – finora avevo sempre tenuto un profilo basso. Ma questa volta non potevo lasciare correre. La cosa che mi ha fatto più male è stato il tentativo di minimizzare l’accaduto. Non credo che quella professoressa non abbia letto il volantino. E nel caso fosse vero, mi sembra un’aggravante».

La professoressa Moscatelli non nasconde di essere contraria alla Tav: «Sono per la libera circolazione delle opinioni, ma a scuola deve prevalere il dialogo. Ho fatto incontrare i due studenti con il figlio dell’imprenditore. Mi hanno assicurato di non nutrire rancore».

Il preside si chiama Giovanni Paciariello:«Ci lamentiamo che nella società non ci siano valori e poi lasciamo correre. Io non ci sto. Secondome una settimana di sospensione non era affatto esagerata». In attesa di conoscere la decisione, dovreste vedere i genitori di Elvis e Marcone fuori dai cancelli della scuola. Preoccupatissimi, si affrettano a giustificarli: «E’ stata una leggerezza». Con quel volantino hanno accusato un compagno di essere figlio di un mafioso. «Non è stato bello. Però…».