SI IMPEDISCANO LE AZIONI TEPPISTICHE ANNUNCIATE DAI NO TAV CONTRO IL CANTIERE E LA CMC. IL MOVIMENTO NON ESISTE PIU’, MA SOLO GRUPPI DI ANTAGONISTI CAPEGGIATI DA PASSAMANI E SOCI

L’ultima assemblea No Tav ha certificato come oramai quello che resta del movimento è saldamente ed esclusivamente nelle mani degli antagonisti più violenti. I valligiani, i comitati locali, gli amministratori non contano più nulla, se la parola conclusiva spetta a Massimo Passamani, il rappresentante italiano dell’ala dura dell’anarco-insurrezionalismo. Un signore pluridenunciato che, residente a Rovereto, ha scelto da qualche tempo di dimorare stabilmente in Valle di Susa, seguendo le orme del ‘contadino’ Luca Abbà. Invitato insieme ad altri suoi colleghi antagonisti dal movimento, del quale presto hanno assunto la direzione, con la benedizione di Alberto Perino.
La recente vicenda del Sindaco di Giaglione, cacciato dal suo partito (Rifondazione), per aver semplicemente voluto far rispettare la legge, è un altro fatto che conferma l’irrecuperabile deriva dei No Tav, ridotti a poche centinaia di facinorosi ultras.
Ora, quello che preoccupa, è l’annunciata ‘accoglienza’ nei confronti dei lavoratori della Cmc, attesi lunedì al cantiere. Sono stati, infatti, pubblicamente minacciati blocchi nei confronti dei mezzi della Cmc e altre iniziative di natura teppistica. Ritengo urgente che le autorità competenti facciano preventivamente tutto il necessario per impedire tali azioni illegali, applicando la normativa che disciplina il sito strategico di interesse nazionale.