Patto con il diavolo per far cadere Cota

SARA STRIPPOLI – Repubblica

Se non ora quando? Pur di accelerare la fine del governo regionale di Roberto Cota, si può anche pensare di chiudere un “patto con il diavolo”. La direzione del Pd in programma ieri mattina si scalda quando il deputato Stefano Esposito lancia ai consiglieri regionali del suo partito la sua “proposta indecente”. «Alleiamoci con pezzi del Pdl, apriamo delle trattative con i consiglieri di Progett´Azione – spiega – quelli che in questo ultimo periodo hanno manifestato perplessità sulle scelte amministrative del governatore. È importante trovare adesso gli strumenti per far cadere il presidente». Dopo la campagna e i manifesti comparsi in città «Mandiamo a casa Cota», un´idea del vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Placido, cresce adesso il numero degli iscritti del Pd che propongono di inasprire il contrasto all´amministrazione del Carroccio, costretto a fare i conti con la pesantissima crisi nazionale svelata dall´inchiesta della magistratura. Condivide la linea di Esposito anche la segretaria provinciale Paola Bragantini.

Il progetto di un patto bipartisan con il Pdl è già stato affrontato con la candidatura di Aristide Sada ad Avigliana, dove però gli schieramenti si dividono fra i Si Tav di Pd e Pdl e i No Tav di Angelo Patrizio, Il patto con il diavolo non convince del tutto il segretario regionale Gianfranco Morgando: «Più che stringere un accordo con i dissidenti del Pdl sarebbe opportuno contare sulla rottura fra Pdl e Lega», dice. Morgando tuttavia nel suo intervento ribadisce che le ultime vicende che hanno investito la Lega «sono fatti destinati ad avere conseguenze significative anche in Piemonte. È facile prevedere – afferma – una grave perdita di autorevolezza del presidente e l´esplosione della questione morale in un partito che della diversità ha fatto la ragione della sua esistenza a cui si aggiungeranno gli effetti della divisioni fra i sostenitori del nuovo corso politico e i dirigenti legati alla leadership di Bossi».

Il messaggio che arriva dall´Hotel Fortino, dov´è riunito il quartier generale del Pd, viene raccolto dal Carroccio, pronto a smarcarsi dalla situazione nazionale: «Noi abbiamo le spalle larghe e abbiamo dimostrato di che pasta è fatta la Lega in Piemonte», dice il capogruppo regionale Mario Carossa. Che s´infervora: «Le parole di Morgando sono ridicole. Mi pare davvero assurdo che il segretario regionale, che nessun cittadino sa neppure che esista, attacchi Cota facendo previsioni assurde». Attacca il deputato Stefano Allasia: «Siamo al ridicolo. Adesso che si accorge che il partito sta perdendo consenso, Esposito annuncia addirittura un patto con il diavolo. L´unica soluzione contro Imu, esodati è mandare a casa Monti». Ad Esposito replica pure Agostino Ghiglia, vicecoordinatore del Pdl: «Ricordo che il Pd è già sodale di Lucifero in Provincia e in Comune dove marcia con i No Tav di Idv e Sel». Il Pdl, aggiunge Ghiglia «non tradirebbe mai il patto con gli elettori nel 2010». E i consiglieri di Progett´Azione? Gianluca Vignale scuote la testa: «Chi la spara più grossa finisce sul giornale. Il Pd si rassegni ad attendere di andare a elezioni e dimostrare quale riscontro è in grado di avere. Detto ciò, è vero che noi abbiamo mostrato alcune perplessità e restiamo convinti che sia necessario fare un tagliando a questa giunta». Quanto alla perdita di autorevolezza di Cota di cui ha parlato Morgando, Vignale dice che questo è inevitabile: «Quando arrivano le inchieste accade. Com´è per la Margherita di Lusi o per noi del Pdl con Berlusconi. È evidente che l´idea di un partito guidato da un leader è tramontata e bisogna riaprire il dialogo con i cittadini». A Mario Carossa risponde invece il capogruppo regionale del Pd Aldo Reschigna: «Mai un governo regionale si è dimostrato così inadeguato e lontano dai problemi reali».