GRAVE E INACCETTABILE L’ESCLUSIONE DELLE IMPRESE LOCALI. LTF, SITAF ED ENTI LOCALI IMPONGANO IL RISPETTO DELLA LEGGE REGIONALE IN MATERIA DI GRANDI OPERE

In questi anni di battaglia a favore della realizzazione della TAV abbiamo sempre posto al centro l’obiettivo strategico e prioritario dello sviluppo di una rete europea di trasporti, sostenendo che la nuova infrastruttura avrà ricadute importanti in termini economici ed occupazionali per la Valle di Susa. Affinché i cantieri e tutti i lavori connessi alla TAV producano una ricaduta concreta sul territorio, la Regione Piemonte ha varato un’apposita legge (n. 4 del 2011), “Cantieri-Sviluppo-Territorio”.

Quest’oggi, ai primi vagiti operativi del cantiere di Chiomonte, siamo molto preoccupati perché ci è stato segnalato che l’Ati che ha vinto l’appalto (Cmc e Cogeis) sembrerebbe non garantire a prezzi di mercato il pieno e totale coinvolgimento delle aziende locali. Coinvolgimento che consideriamo una condicio sine qua non rispetto alla TAV e un tema sul quale non intendiamo arretrare di un millimetro, fatta salva la necessità di reperire altrove quelle competenze specifiche che non siano presenti sul territorio della Valle di Susa, della provincia di Torino e della Regione.

Invitiamo, pertanto, la Cmc a rispettare i dettati della legge regionale e le indicazioni delle istituzioni locali rispetto al pieno coinvolgimento delle imprese del territorio. Siamo certi che Ltf (stazione appaltante del cantiere di Chiomonte) sarà al nostro fianco affinché questi presupposti si concretizzino. Stesso ragionamento vale per l’eventuale reperimento di personale che deve essere ricercato sul territorio, e riteniamo che lo strumento da utilizzare sia un accordo con la Provincia di Torino che metterà a disposizione, attraverso i centri per l’impiego, le figure richieste.

Stesso ragionamento vale per il cantiere della seconda canna del Frejus, dove sembrerebbe che l’ati (Itinera e Mattioda) abbia assegnato un sub-appalto da circa 300 mila euro a un’azienda lombarda, che avrebbe prodotto poche migliaia di euro di sconto rispetto all’offerta dell’azienda valsusina concorrente. Questo non è accettabile, infatti la legge regionale 4/2011 vale anche per l’ati che gestisce il cantiere del Frejus e vale anche per il Gruppo Gavio, che non è certo sopra la legge.

Visto che la stazione appaltante è la Sitaf, società controllata dagli Enti pubblici, chiediamo a Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino una immediata verifica dei fatti in questione e un’altrettanto immediata inversione di tendenza nell’operato dell’ati. Perché se è vero che i No Tav sono del tutto disinteressati alla seconda canna del Frejus (per ragioni che abbiamo in più occasioni illustrato), la politica e il PD non intende far finta di non vedere e controlleremo con rigore tutti i subappalti futuri, denunciando in tutte le sedi eventuali ulteriori condotte che tendano ad escludere le imprese locali.