Tav, le imprese locali escluse dai subappalti

Maurizio Tropeano – LaStampa

Uno dei capisaldi del fronte Sì Tav le ricadute sul territorio e il coinvolgimento delle imprese locali – rischia di infrangersi di fronte alle esigenze economiche dei grandi gruppi del settore edile pronti ad assegnare lavori ad aziende di altre regioni pur di risparmiare qualche migliaio di euro. Il tutto alla faccia di una legge regionale – la Cantieri, Sviluppo. Territorio – approvata appositamente per rafforzare la presenza di imprese locali nei grandi lavori e che adesso il governo Monti vorrebbe applicare in tutta Italia negli appalti infrastrutturali.

Non è un caso che a lanciare l’allarme sia un ultrà del fronte Si Tav: «Ai primi vagiti operativi del cantiere di Chiomonte, ci è stato segnalato che i vincitori dell’appalto sembrerebbero non garantire a prezzi di mercato il pieno e totale coinvolgimento delle aziende locali», denuncia Stefano Esposito, deputato Pd.

Che cosa è successo? In Valsusa sono partiti o stanno per partire il cantiere di Chiomonte e quello per la costruzione della galleria di servizio del tunnel autostradale del Frejus. Le stazioni appaltanti sono due: Ltf (ferrovie italiane e francesi) e Sitaf (società a maggioranza pubblica con le quote Anas, provincia e comune di Torino). Nel primo caso ha vinto l’appalto il consorzio Cmc/Cogeis, nel secondo Itinera-Mattioda.

Queste società hanno deciso di subappaltare alcuni lavori. Le indiscrezioni raccontano di tre lavori per la topografia, il noleggio di macchinari e i sondaggi alla Maddalena assegnati ad imprese locali (Martina e Geomont). Lavori per alcune decine di migliaia di euro. Un’altra ditta valsusina, invece, sarebbe stata scartata per quanto riguarda i lavori di scavo (circa 300 mila euro) perché giudicata «troppo cara» anche a fronte di una riduzione significativa della tariffa a metro cubo. Ltf non entra nel merito della questione ma ma in un comunicato spiega che «l’Ati ha più volte ribadito la volontà di coinvolgere imprese locali tramite subappalti».

Esposito, però, lancia l’allarme anche per la galleria di servizio del Frejus dove un subappalto da 300 mila euro sarebbe stato assegnato ad un’azienda lombarda che «avrebbe fatto uno sconto di qualche migliaio di euro rispetto all’offerta dell’azienda valsusina concorrente. Ltf, Sitaf ed enti locali impongano il rispetto della legge regionale».

Barbara Bonino, assessore regionale alle Infrastrutture, annuncia la convocazione di Ltf, Cmc, Sitaf e di Itinera davanti alla Cabina di Pilotaggio prevista dalla legge regionale. E spiega: «Pur nella libera concorrenza tra imprese tutti dobbiamo avvertire la responsabilità di “integrare” i cantieri nel territorio. Dal raggiungimento di questo obiettivo dipende in buona parte, e giustamente, il sostegno e la collaborazione dei cittadini che dovranno convivere con i cantieri». Una posizione condivisa da Pdl (Ghiglia e Napoli) e Lega Nord (Allasia e Benvenuto). E Antonio Ferrentino, capogruppo di Sel in Provincia, aggiunge: «Le istituzioni mettano in campo una commissione di monitoraggio per salvaguardare gli obiettivi della legge regionale. Non farlo sarebbe l’ennesima presa in giro per i territori interessati».