Valsusa, l´autogol sui cantieri

MARIACHIARA GIACOSA

Parte il cantiere di Cmc della Tav a Chiomonte e scatta l´ora dei subappalti. Quelli che in teoria dovrebbero andare alle aziende valsusine, o al massimo torinesi. Al primo banco di prova, però, le cose sembrano andare diversamente. Perché nonostante una legge regionale abbia stabilito che gran parte dei lavori complementari al grande cantiere dell´alta velocità sia assegnata, come in Francia, in via preferenziale, a imprese locali, questo non è avvenuto. E LE promesse, fatte più volte da tutto il fronte favorevole alla Torino-Lione, che ha fatto del nesso «Tav e posti di lavoro» uno dei cavalli di battaglia degli ultimi mesi, rischiano di sgretolarsi contro le leggi del mercato e le dinamiche aziendali.

A scatenare la bufera e lanciare l´allarme è stato, ieri mattina, il parlamentare del Pd, Stefano Esposito, seguito a ruota dal collega del Pdl, Osvaldo Napoli. Nel mirino è finita la Cmc, la cooperativa di Ravenna che da lunedì ha iniziato i lavori al cantiere di Chiomonte e ha subappaltato le prime attività. Alle aziende locali sarebbero andate le briciole, mentre i bocconi grossi sarebbero stati assegnati a aziende «estere». Cmc preferisce non rispondere. Ltf si limita a ricordare che Cmc «ha ribadito più volte la volontà di coinvolgere imprese locali». La legge regionale, insomma, dà un indirizzo generale su cui Cmc può essere sensibilizzata, ma gli appalti rispondono alle regole della concorrenza e del mercato.

E il mercato in questo caso è stato inclemente. Alle aziende valsusine (tra cui Geomont e Martina) sono andate tre commesse (sondaggi, rilievi topografici e noleggio di attrezzature) per poche decine di migliaia di euro. Per il pacchetto più sostanzioso, circa 300 mila euro, sarebbe invece in corsa solo un´azienda emiliana e dei piemontesi nemmeno l´ombra. Sono i lavori per il monitoraggio ambientale nella galleria, controllo dell´umidità e delle polveri per i quali, secondo i tecnici, non ci sarebbero in Valsusa, ma nemmeno in Piemonte, competenze e professionalità adeguate.

Qualcosa di analogo è successo anche per i lavori complementari alla seconda galleria autostradale del Frejus. La ditta Mattioda-Itinera, gruppo Gavio, tra due preventivi pressoché identici, uno di un´azienda valsusina, l´altro di una di Brescia, avrebbe scelto quello lombardo, per un ribasso di meno di 5 mila euro sul totale dei 156 mila euro richiesti per dei lavori di sondaggio e installazione di micropali.

Secondo Esposito «Cmc e Itinera sembrerebbero non garantire, a prezzi di mercato, il pieno coinvolgimento delle aziende locali: le invitiamo a rispettare la legge regionale e coinvolgere i centri per l´impiego della Provincia di Torino per assumere nuovo personale e maestranze». Al coro si uniscono anche i parlamentari Agostino Ghiglia (Pdl), Stefano Allasia (Lega nord) e il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Aldo Reschigna.

Il sindaco di Sant´Antonino di Susa, Antonio Ferrentino si appella alla Regione: «Bisogna intervenire subito per promuovere il lavoro delle nostre aziende: per la Tav – aggiunge – devono lavorare imprese della valle. altrimenti sarà solo l´ennesima promessa disattesa e buttata al vento». Anche il presidente della Provincia Antonio Saitta tira in ballo Piazza Castello: «Sono certo che la Regione vigilerà sul rispetto della sua legge».

Un test si potrà fare a breve, con il nuovo pacchetto di lavori, questa volta gestiti direttamente da Ltf. Quasi 15 milioni di piccole opere per realizzare il deposito per il materiale di scavo e di opere idrauliche all´interno del cantiere.