Assurda una spesa simile su quesiti di 25 anni fa

Vera Schiavazzi – Repubblica
«Se si è giunti a questo punto, la responsabilità è dell’assessore Claudio Sacchetto. Ma occorre evitare ai piemontesi la spesa dissennata di 22 milioni: le forze politiche più importanti, Pd e Pdl, si accordino su una soluzione politica, dimostrando di saper superare i veti dei partiti minori». La mano tesa arriva da due parlamentari del Pd, Stefano Esposito e Giorgio Merlo, che dopo aver denunciato l’entità della spesa ora chiedono una soluzione politica. Sulla stessa linea la nota congiunta del capogruppo in Regione Aldo Reschigna e del segretario Gianfranco Morgando, che tuttavia aggiungono una sfumatura di fairplay: «La consultazione è un diritto, ma spendere una cifra simile su quesiti presentati 25 anni fa è imbarazzante.
Si può arrivare a una nuova legge che preveda un esercizio responsabile della caccia, siamo impegnati su questo obiettivo nonostante i tempi ristretti». E forse le diverse sfumature in casa Pd si devono al fatto che lo schieramento animalista coincide in gran parte con il movimento noTav. Dal centrodestra, Gianluca Vignale (Pdl, presidente della commissione che si occupa anche di caccia) si unisce all’idea di evitare il referendum, ma spiega: «Nella nuova legge occorrerebbe certamente tenere conto dello spirito referendario, ma senza esagerare. Oggi in molte zone del Piemonte c’è squilibrio nel senso opposto, con un eccesso di animali, come cinghiali e caprioli, che causano incidenti e squilibrano l’ecosistema».