Cari enti, non sprecate il tesoretto

DIEGO LONGHIN – Repubblica

«Ora i soldi ci sono, ma servono idee e progetti per mettere in moto gli investimenti». L´appello è trasversale, firmato da tre parlamentari, Stefano Esposito, Giorgio Merlo, entrambi del Pd, e Osvaldo Napoli (Pdl). I destinatari sono il presidente della Regione, Roberto Cota, il presidente della Provincia, Antonio Saitta, il sindaco di Torino, Piero Fassino, e i primi cittadini della Val di Susa.

I quattrini a cui si fa riferimento sono i soldi del post-olimpico, 100 milioni, da qui fino al 2018, da impiegare in opere legate al territorio. «Per il solo 2012 è prevista la disponibilità di 9,5 milioni – sottolineano i tre onorevoli – visto che siamo a fine del mese di aprile, e tenendo presente la complessità delle procedure necessarie per bandire una gara, è necessario che la Fondazione XX Marzo e gli Enti locali individuino al più presto i progetti sui quali investire queste risorse per l´anno in corso, perché sarebbe un delitto in un momento di drammatica difficoltà finanziaria non riuscire ad adoperare queste risorse che, se non spese entro la fine del 2012, sarebbero definitivamente perse». Il rischio è che quasi dieci milioni vadano in fumo in un momento di crisi profonda: soldi che se impiegati in interventi strutturali, di manutenzione e di trasformazione avrebbero un effetto moltiplicatore e porterebbero occupazione. «Non è compito dei parlamentari occuparsi di questa materia – dice Esposito – ma è legittimo da parte nostra svolgere un ruolo di stimolo e di impulso relativamente al futuro di un patrimonio che abbiamo ereditato da quella straordinaria esperienza che sono state le Olimpiadi del 2006».

Tanto per rendere un´idea, 100 milioni basterebbero per completare il collegamento della metropolitana da Collegno fino a Rivoli. Parte dei quattrini potrebbero essere impiegati a sistemare le arcate dell´ex Moi, a collegare l´Oval con il Lingotto, ridefinendo il quartiere fieristico, oppure per favorire la trasformazione degli impianti in Val di Susa. «Si potrebbero rendere energicamente autonoma le strutture olimpiche, notoriamente energivore, facendo un progetto unitario e utilizzando le fonti rinnovabili per alimentare gli impianti stessi», dice Esposito, uno dei principali promotori della legge che ha permesso di recuperare una parte dei fondi dell´Agenzia Torino 2006. «Sarebbe fondamentale avere un´idea complessiva di intervento sul patrimonio postolimpico, perché sarebbe sbagliato, secondo noi, spezzettare in mille piccoli progetti questa ingente quantità di risorse», aggiungono Esposito, Merlo e Napoli che hanno paura di veder parcellizzati i fondi, senza piani omogenei. «Si è trattato di un´operazione complicata, che ha visto la strada disseminata di ostacoli e di trappole – ricordano i tre deputati – ma che alla fine ha visto prevalere il lavoro della lobby piemontese che finalmente si è vista concretamente e positivamente all´opera. Un esempio di buona politica. Ora la vera sfida è fare in modo che le risorse, che rappresentano uno straordinario volano, vengano spese nei tempi previsti».