Appalti Tav, la selezione di Ltf premia un consorzio valsusino

Maurizio – Tropeano – LaStampa

Il consorzio Valsusa-Piemonte imprese per lo sviluppo è in pole position per aggiudicarsi un appalto da 12 milioni di euro assegnato da Ltf per la realizzazione del futuro deposito del marino (250 mila metri cubi di smarino) e la sua stabilizzazione. Il consorzio guidato dall’ex parlamentare del pci, Luigi Massa, raggruppa una ventina di piccole e media imprese locali (da Geomont a Italcostruzioni, da Edilgrimaldi a Ferraris) e dalla Consorzio emiliano romagnolo fra le cooperative è in «ottima posizione» tra le sei aziende selezionate da Ltf per questo primo lotto di appalti. E in corsa per il secondo appalto da tre milioni per la realizzazione di opere minori ci sono altre ditte valsusine. Antonio Ferrentino, sindaco di Sant’Antonino e consigliere provinciale di Sel, nei giorni scorsi ha incontrato i vertici di Ltf, è soddisfatto per i risultati di «quest’azione di lobbing territoriale che lavorando nel campo della persuasione morale punta garantire il coinvolgimento delle imprese locali nei lavori delle grandi opere».

Ltf, dopo l’allarme bipartisan lanciato dai parlamentari Stefano Esposito (Pd) e Osvaldo Napoli (Pdl) sul mancato coinvolgimento delle imprese locali nei subappalti del cantiere della Maddalena di Chiomonte, ha fatto una verifica degli affidatari dei lavori attualmente in corso. I risultati evidenziano come l’allarme sia infondato visto che «ad oggi – informa una nota della società sono stati assegnati lavori per sono stati assegnati 4,.951 milioni di lavori e di questi il 94,75% è realizzato da imprese di valle». Una percentuale minima degli appalti, il 5.25% per un valore di 260 mila euro è stato affidato fuori regione e di questi circa 150 mila euro sono stati assegnati ad un’’azienda che eseguirà i lavori per la bonifica degli ordigni bellici.

«Il comportamento di Ltf commentano Esposito e Napoli – va pienamente nella direzione da noi auspicata, ovvero l’osservanza della legge regionale "Cantieri-SviluppoTerritorio" e il coinvolgimento delle aziende locali». Detto questo, però, si augurano «che anche Cmc e il consorzio Itinera, quest’ultimo impegnato nel cantiere della seconda canna del Frejus, rispettino pienamente la legge regionale».

Etinomia, l’associazione di imprenditori No Tav, attacca: «Lo sviluppo economico non può passare attraverso la realizzazione di un’opera inutile, dannosa e devastante per le già dissanguate casse statali, bensì attraverso tante piccole opere intese come interventi capaci di creare occupazione sui territori e benefici per la popolazione nell’ottica della salvaguardia delle risorse ambientali».