Lo scontro dei Festival “Danneggiati da Roma”

Emanuela Minucci – LaStampa

Se un sindaco diplomatico come Fassino è arrivato a scrivere una lettera al trio Alemanno-Zingaretti-Polverini (il cui titolo è «Inaccettabile e dannosa la sovrapposizione tra i due festival») significa che Roma, stavolta, l’ha fatta davvero grossa. Il cda della Festa del Cinema, infatti, che si è riunito ieri mattina, ha confermato che le date della rassegna capitolina andranno dal 9 al 17 novembre. Insomma il festival del Cinema di Roma si chiuderà a cinque giorni dall’inizio del Tff che (quest’anno arriva alla sua trentesima edizione) e prevede la cerimonia del «red carpet» il 23 novembre.

Una sovrapposizione che per Torino ha l’effetto di uno schiacciasassi. Ecco perché il sindaco Fassino, ieri, ha preso carta e penna per bloccare questa decisione, scrivendo al presidente della Regione Lazio Renata Polverini, a quella della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e al sindaco Gianni Alemanno. La premessa: «rispettare le intese e lavorare nell’interesse del cinema italiano».

Nella sua missiva il primo cittadino manifesta l’impossibilità da parte del Torino Film Festival – «in piena sintonia con quanto sostenuto da Regione Piemonte e Provincia» -, di condividere una scelta che rappresenterebbe un danno grave per una rassegna programmata da sempre nella seconda metà di novembre e in particolare, per l’edizione 2012, dal 23 novembre al 3 dicembre». Insiste: «Una sequenza temporale infausta e troppo ravvicinata che danneggerebbe entrambe le rassegne e sarebbe tanto più inaccettabile alla luce degli accordi esistenti, fondati sul rispetto di ciascun festival». Conclusione: «Mi rivolgo dunque a voi per chiedervi di voler considerare le scelte fin qui maturate con un atto che peraltro sarebbe rispettoso delle intese a suo tempo convenute».

C’era un accordo, infatti, ma evidentemente a Roma non se ne ricordano più. Tant’è che nella serata di ieri il sindaco Alemanno ha ribadito che «non c’è sovrapposizione». Soltanto due giorni fa l’assessore alla Cultura Maurizio Braccialarghe aveva dichiarato di «avere fiducia nelle dichiarazioni del sindaco Alemanno che aveva escluso la possibilità di una sovrapposizione nel mese di novembre con il Festival del Cinema di Torino». Purtroppo non è andata così. Ed ecco che ieri, negli uffici di via Montebello del Tff, il nervosismo si tagliava con il coltello: Sul fronte politico anche la Regione ha fatto sentire – forte e chiara – la propria voce: «La decisione di fare un festival del cinema a Roma nelle stesse date di quello di Torino è completamente insensata – ha commentato il presidente Roberto Cota – un danno non soltanto per il nostro festival, ma per l’intero mondo del cinema» E ha concluso: «Chiedo anche io, come ha fatto il sindaco Fassino, che si riveda questa decisione».

Ancora più articolata la posizione dell’assessore alla Cultura della Regione Michele Coppola: «Se a febbraio la scelta di Roma di posticipare il Festival del Cinema per calendarizzarlo a ridosso della trentesima edizione del Tff sembrava sbagliata e inopportuna, oggi è inevitabile definire il modo di lavorare di Marco Müller dannoso per il cinema italiano: cominciare la sua nuova avventura scegliendo di scontrarsi con il “cinema piemontese” è esattamente l’opposto di quanto sia la Regione Lazio che il Comune di Roma, certamente gli hanno suggerito».

E ha concluso: «Non mi spaventa la competizione tra i due Festival, il successo si trova nei contenuti e non nel calendario, ma certamente cambiare le date a pochissimi mesi dalle serate inaugurali danneggerà entrambi i Festival e conseguentemente il cinema italiano. Evidentemente, però, a Marco Müller interessa solo la sua storia personale».

Durissimo anche il deputato del Pd Stefano Esposito: «A questo punto visto che il festival di Roma gode di un milione di euro di sponsor pubblici, noi deputati torinesi presenteremo una mozione bipartisan per chiedere le risorse anche per il Film Festival di Torino visto e considerato che si ritrova danneggiato da quello romano che è sovvenzionato dai ministeri».