I professori dicono no Scuola vietata a Virano

Maurizio Tropeano – LaStampa

Ringrazio il dirigente scolastico per aver cercato di organizzare questo incontro rompendo un tabù pluriennale che vieta nelle scuole della Valle l’espressione di posizioni difformi dal pensiero unico No Tav». Mario Virano, presidente dell’Osservatorio della Torino-Lione, prende le difese del dirigente scolastico dell’Itis Enzo Ferrari di Susa, che ha deciso di rinviare a data da destinarsi l’incontro informativo sulla Tav in programma per questa mattina. Virano non è sorpreso dalle «vivaci «reazioni dei Cub e dei Komitati studenteschi con la relativa ovvia “K” d’ordinanza», ma mette sotto accusa una parte dei docenti.

In particolare i 43, su novanta, che l’altro giorno hanno inviato una lettera al dirigente chiedendogli di rivedere la programmazione dell’iniziativa. E il preside Giovanni Paciariello per «evitare una frattura del corpo docente» ha deciso di annullare l’appuntamento. Virano attacca: «Sono incapace di comprendere il sottile discrimine che, forse, separa il prudente realismo di questi docenti, dal conformismo connivente con le frange più estreme del movimento».

Accuse pesanti. Ma che cosa contestano i 43 docenti? In primo luogo chiedono di essere coinvolti e informati per discutere insieme e decidere quali relatori invitare. «Solo un confronto obiettivo permette ai ragazzi di farsi un’opinione corretta», dicono. Virano, che per il preside è la «massima figura istituzionale in merito all’analisi e allo studio dei problemi collegati alla Tav», non avrebbe offerto questa garanzia.

Le indicazioni del Collegio dei Docenti, infatti, erano di organizzare «un incontro finalizzato a fornire un’analisi oggettiva e una corretta informazione su una tematica così coinvolgente per il nostro territorio». Dunque, non solo Virano, ma anche «esperti che illustrassero ragioni a favore e contro l’opera».

Paciariello non ci sta, parla di «un clima ambientale esterno non favorevole» che ha modificato l’orientamento espresso a larga maggioranza dal collegio dei docenti e dal Consiglio d’Istituto che avrebbe dato il via libera alla struttura dell’iniziativa: una prima riunione di informazione istituzionale e poi un contraddittorio tra esponenti favorevoli e contrari. «La nostra – commenta – sarebbe stata la prima scuola in Italia ad avere un incontro in cui sarebbero stati illustrati i risultati della ricerca costi benefici».

I giovani No Tav, che nei giorni scorsi hanno lanciato la mobilitazione con la parola d’ordine «Fuori Virano dalle scuole della Valsusa» adesso fanno festa e annunciano la trasformazione del presidio in un punto informativo con esperti del movimento: «Per Virano e chi con lui solidarizza, come l’onorevole Esposito nelle scuole della Valsusa non c’è posto».

Il parlamentare del Pd, infatti, è stato il primo a sollevare il problema denunciando quello che definisce «un preoccupante clima di intolleranza reso ancora più grave dal fatto che riguarda dei professori». E conclude: «Mi auguro che questa volta il ministro Profumo faccia sentire la sua voce». Anche Agostino Ghiglia (Pdl) attacca quelli che chiama «docenti non democratici». Antonio Saitta, presidente della Provincia, attacca: «Per colpa dei No Tav la scuola si sta trasformando in un fortino inespugnabile al confronto». E il Governatore Roberto Cota commenta: «Il dibattito e l’espressione delle idee non devono mai spaventare».