Esposito: la sponda ideologica attira e legittima gli eversivi

PAOLO VIOTTI – Repubblica

Finalmente Tav Sì, recitavano i manifesti all´ingresso della sala rossa al Salone del libro, dove il parlamentare del Pd Stefano Esposito ha presentato ieri mattina il suo libro sulla Torino-Lione. Un testo che viaggerà gratis su internet (si scarica dal sito www. tavsi. it) perché vuole essere «virale e competere con la comunicazione capillare dei No Tav».

Il ministro dell´interno Anna Maria Cancellieri ha parlato di Tav e del rischio terrorismo. Lei cosa ne pensa?

«Io penso che si debba fare attenzione. Sono anni che dico che la Valsusa è una palestra di eversione, che Chiomonte è diventato l´emblema di addestramento e infiltrazione e che sotto la bandiera del No alla Torino-Lione si stanno nascondendo anarchici e le parti più violente dei centri sociali».

Ma…

«Ma penso che enfatizzarli troppo sia dar loro una sponda. La Tav per gli anarchici è solo una delle tante bandiere, coprire e proteggere «troppo» chi si occupa di Tav porta con sè il rischio di lasciare scoperti altri obiettivi. L´eversione non è affezionata a una causa, se noi enefatizziamo troppo i rischi sulla Tav lasciamo scoperti altri fronti. E poi finisce che si colpiscono personaggi inaspettati, come è successo a Genova».

Cosa si deve fare allora?

«Bisogna togliere acqua al mulino. Gli anarchici che si sono inseriti tra i No Tav sono legittimati, ed è questo ciò che si dovrebbe scardinare, da un clima culturale che li alimenta. E mi riferisco a tutto quel mondo accademico, anche prestigioso, e intellettuale che offre loro la sponda ideologica. Se fossero solo quattro anarchici sarebbero isolati e non rappresenterebbero un pericolo. La sponda ideologica invece attira gli eversivi che a quel punto si sentono legittimati, ma ripeto non enfatizziamo troppo».

Ma lei più volte ha lanciato l´allarme in questo senso. Ha cambiato idea?

«Io dico che tra i No Tav ci sono dei violenti e che come ha fatto la Procura di Torino che ha decapitato il Movimento arrestandone i capi militari, così dovrebbero fare anche le altre in giro per l´Italia. Le forze dell´ordine sono capaci di grandi cose, come dimostra ad esempio la lotta alla mafia. Sia fatto qualcosa di simile anche per la Tav: i nomi si conoscono, sono notissimi. Basta arrestarli».