SI STRAPPANO I MANIFESTI SCOMODI E SI METTONO ALL’INDICE GLI IMPRENDITORI

TAV . ESPOSITO E FOIETTA: “SI STRAPPANO I MANIFESTI SCOMODI E SI METTONO ALL’INDICE GLI IMPRENDITORI. GLI INTELLETTUALI E IL MONDO DELLA CULTURA E DELLO SPETTACOLO NON HANNO NULLA DA DIRE CONTRO L’INTOLLERANZA CHE SI VIVE IN VALLE DI SUSA?”

Nella giornata di ieri a Bussoleno sono stati affissi negli appositi spazi a pagamento i manifesti di presentazione del nostro libro TAV SI’. Ieri sera i manifesti sono stati strappati. Nulla che non ci aspettassimo. Strappare manifesti è un gesto di debolezza politica e intellettuale da parte di chi lo fa, nonché di intolleranza. Ma non è questo quello che ci preoccupa. Piuttosto ci preoccupa il fatto che gli stessi manifesti strappati sono stati raccolti e depositati davanti all’abitazione del sindaco di Bussoleno (che notoriamente non è una fervente No Tav ma un amministratore che dialoga con le istituzioni). Un gesto che assomiglia molto ai messaggi intimidatori che nei film sulla mafia vengono lasciati davanti alla casa di chi non si piega al clan di turno.
Questa mattina, con singolare tempismo, i paesi della valle di Susa sono stati tappezzati di altri manifesti dove vengono messe all’indice le aziende di quel territorio che hanno costituito un consorzio per lavorare nel cantiere della Torino-Lione: manifesti che indicano nomi dei proprietari, indirizzi e numeri di telefono degli stessi.
Questi fatti sono gli ultimi di una lunga sequenza che dimostra la totale mancanza di agibilità democratica e politica in Valle di Susa a causa dell’illegalità diffusa messa in atto da pezzi, secondo noi numericamente minoritari ma culturalmente egemoni, del movimento No Tav. Basta ricordare l’impossibilità per il commissario di Governo Mario Virano di partecipare a un dibattito in una scuola di Susa o l’impossibilità per il procuratore Caselli di partecipare alle commemorazioni legate alla Liberazione.
Abbiamo più volte denunciato il silenzio della politica. Ora la politica una posizione netta l’ha presa. Quello che continua a mancare di fronte a questi gesti di palese illegalità, e si tratta ormai di un silenzio assordante, è una netta, chiara ed inequivocabile presa di distanza da parte del mondo intellettuale, culturale e dello spettacolo. Cantanti e comici non perdono occasione per usare la ‘nobile’ battaglia contro la TAV per chiamare un applauso o una risata. Purtroppo, crediamo ci sia poco da ridere e da applaudire a fronte dell’intolleranza rivolta ora contro un libro ora contro chi vuole semplicemente lavorare in un cantiere o contro chi fa il suo dovere di magistrato o di agente.
Un’intolleranza che dovrebbe far riflettere i paladini della libertà di pensiero. In questi giorni si sta svolgendo un’importante iniziativa che riguarda la legalità, in occasione della quale quei mondi a cui abbiamo fatto riferimento discutono di mafia, di vittime della mafia e dell’importanza di diffondere la cultura della legalità. Sommessamente ci permettiamo di suggerire di abbinare alla riflessione sull’illegalità che ha contraddistinto la storia d’Italia anche una riflessione sull’illegalità che si vive in Valle di Susa.
Sappiamo per esperienza che non basterà questo nostro comunicato a far sì che questo succeda, ma come è avvenuto in questi anni continueremo a denunciare i silenzi o, peggio, i sostegni più o meno espliciti alla cultura antidemocratica che connota una parte del movimento No Tav, con la speranza che qualcosa possa cambiare e si possano evitare fatti ancora più gravi.
Ovviamente i nostri manifesti verranno riattaccati.