CEDERE GLI IMPIANTI OLIMPICI? GIA’ FATTO. MA CURTO SA DI COSA PARLA?

Questa mattina il Segretario di Sel Michele Curto, distintosi in questi mesi per la sua costante azione di opposizione interna alla maggioranza in Comune, criticando tutte le scelte di questa amministrazione e cavalcando tutte le manifestazioni di protesta contro la Giunta Fassino dagli asili alla Tav passando per le liberalizzazioni, dà una notizia politicamente rilevante, ovvero che non intende uscire dalla maggioranza. Ci auguriamo che a questa affermazione politicamente impegnativa corrispondano anche scelte e comportamenti conseguenti nei rapporti con il resto della maggioranza.
Il Consigliere Michele Curto dichiara che la sua priorità è il ‘lavoro, lavoro, lavoro’, e visto che ha ripreso una frase di Pierluigi Bersani non possiamo che essere d’accordo con lui. Così come condividiamo la necessità di cercare soluzioni che garantiscano i servizi, da quelli educativi a quelli sociali, con particolare attenzione verso le fasce deboli, tutte cose che peraltro la Giunta Fassino sta già garantendo e non certo a parole.
Ci permettiamo, però, di far notare che per avanzare proposte è necessario conoscere bene le cose di cui si vuol parlare. Infatti, Michele Curto sostiene che l’alternativa all’alienazione delle quote delle società partecipate da parte del Comune (quote che devono essere vendute, non svendute), è rappresentata dalla cessione degli impianti olimpici. Ora, avanzare una proposta di questo tipo significa non sapere di che cosa si sta parlando. Per aiutare il Consigliere Michele Curto a colmare le sue lacune amministrative gli ricordiamo che gli impianti olimpici da lui citati (Palavela e Palaisozaki), ma non solo, sono già stati ceduti nel 2009 per la gestione e la manutenzione per 30 anni attraverso una gara pubblica internazionale che ha portato al passaggio del 70% della società Parcolimpico, che prima era interamente pubblica, ad uno dei più importanti player mondiali dell’entertainment, ovvero Live Nation International. Sgravando in tal modo le casse di Comune, Provincia e Regione di alcune decine di milioni di euro l’anno di spesa corrente, e trasformando Torino nella capitale italiana della musica e del rock con significative e mai troppo valorizzate ricadute economiche per la città stessa.
Consigliamo, quindi, a Michele Curto nella sua rinnovata veste di parte integrante della maggioranza comunale di formulare proposte che corrispondano alla realtà e alle possibilità, evitando così di suggerire cose già praticate e realizzate nelle precedenti amministrazioni cittadine a guida PD, quindi in tempi in cui Curto non si dedicava ancora all’amministrazione della cosa pubblica.
Per ultimo, ricordiamo a Curto nella sua veste di esponente di un partito extraparlamentare (nel senso letterale del termine), che i parlamentari piemontesi di tutte le forze politiche, su nostra iniziativa, hanno reso possibile l’approvazione della legge che destina i 100 milioni di euro dell’eredità olimpica a tutti gli impianti che sono rimasti in gestione pubblica. Rimaniamo a disposizione di Michele Curto per colmare altre sue eventuali lacune e per ogni ulteriore approfondimento di merito dei problemi da lui sollevati”.