Esposito: “Tra gli accademici No Tav anche professori di lingua spagnola”

MARIACHIARA GIACOSA – Repubblica

«Gli appelli politici sono tutti legittimi, ma non si spacci per accademico ciò che accademico non è». Lo sostengono il parlamentare del Pd Stefano Esposito e il suo compagno di partito Paolo Foietta, dirigente della Provincia di Torino e membro dell´Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione che hanno spulciato la lista dei 360 professori firmatari dell´appello con il quale si chiede al premier Mario Monti di sospendere i lavori dell´alta velocità. «I No Tav stessi li chiamano “fondamentalmente accademici” e ci è venuta voglia di capire chi sono: chiunque può firmare appelli e prendere posizioni, ma non farsi passare per professore se non lo è».

La disanima dell´elenco è diventata una lettera al premier Monti per metterlo in guardia. «Se si dice 360 accademici contro la Tav – spiegano – passa l´idea che la scienza stia dalla parte di chi si oppone all´alta velocità. E non è vero».

«Gli accademici – proseguono Esposito e Foietta – sono solo 192, ovvero il 3 per mille dei docenti italiani». L´esame passa poi alle competenze: appena 51 si occupano di tematiche inerenti alla Torino-Lione e solo 28 sono professori ordinari o associati. «Gli altri si occupano delle materie più strane – aggiunge Foietta – come «buchi neri, lingua spagnola, malattie infettive degli animali domestici e uccelli polari, solo per dare qualche idea». «L´uso distorto di titoli accademici per dare importanza e valenza scientifica alle posizioni dei firmatari – spiegano – non è certo un esempio edificante di obiettività, onestà intellettuale e rigore scientifico».

Esposito torna poi a chiedere al Rettore del Politecnico di organizzare presto un confronto tra posizioni pro e contro la Tav: «per togliere un´istituzione prestigiosa come il Politecnico di Torino dall´imbarazzo di essere considerato un luogo privilegiato di elaborazione del pensiero No Tav, visto che, per altro, i professori No Tav al Poli sono 11, ovvero 1,35 per cento del corpo accademico dell´ateneo».

Che ci possa essere un confronto lo auspica anche Marina Clerico, docente di sicurezza ambientale e dei cantieri e attivista No Tav, «ma è chiaro che anche loro devono accettare gli inviti». Clerico risponde poi a Foietta e Esposito sulla credibilità dei firmatari: «Sono tutte persone legate al mondo accademico e hanno le competenze per ragionare e quindi per esprimere il loro pensiero sulla Torino-Lione». E riguardo agli ambiti di studio e all´attinenza delle materia insegnate rispetto alla Tav, Clerico osserva: «In questi anni abbiamo spesso visto aggregarsi intorno al tema dell´alta velocità competenze inattese. Fino a qualche mese fa nessuno avrebbe pensato che gli studiosi di costi e benefici avessero a che fare con la questione e invece ora è diventato un tema centrale». Durissima poi la reazione di Massimo Zucchetti, docenti di impianti nucleari al Politecnico: «Ci rispondano nel merito: quando si screditano le persone per combattere le idee è perché si è alla frutta. Anche la mafia fa così», dice. «L´appello è di professori e tecnici, economisti, sociologi perchè la Tav è un tema molto complesso che va al di là della questione puramente trasportistica» prosegue ricordando che dopo questo appello ce ne sono stati altri. L´ultimo è di pochi giorni fa e arriva dal mondo della cultura. «Forse Asor Rosa (che ha firmato, ndr) non è un esperto di trasporti – aggiunge Zucchetti – ma non mi risulta che nemmeno Esposito lo sia».