Valsusa, lite sul secondo tunnel del Frejus

AMEDEO MACAGNO – LaStampa

E’ polemica sulla seconda canna da realizzarsi al traforo autostradale del Frejus. Non più per motivi di sola sicurezza, ma per il passaggio ordinario di tir e auto. A far la voce grossa è l’ex sindaco di Bardonecchia, Francesco Avato: «E’ pazzesco, si è sempre detto che questa nuova galleria doveva esser fatta larga quattro metri, e solo per la sicurezza. Invece adesso si parla di un tunnel largo il doppio e aperto a tutti con il rischio di un aumento spropositato del traffico pesante».

Con Avato protestano anche un nutrito numero di cittadini che denunciano anche la scarsa informazione sui lavori che dovranno esser realizzati. «Zitti zitti – polemizzano i residenti – ci costruiscono una seconda canna per un flusso giornaliero dei tir». Intanto il presidente della Provincia Antonio Saitta interviene sull’argomento segnalando il cinico silenzio degli attivisti e degli amministratori locali No Tav su questo tipo di raddoppio. «E’ un silenzio – spiega Saitta – cinicamente funzionale, a confermare la bontà delle loro tesi contro la linea ferroviaria ad alta velocità. Convocherò a breve i soci pubblici di Sitaf , perché abbiamo la maggioranza del 51% e dobbiamo esprimerci chiaramente sull’argomento. Chiaro che il presidente della Sitaf Cerutti ha a cuore il trasporto su gomma, ma in Valle di Susa è stata fatta la scelta del trasporto su ferro e non possiamo fingere di dimenticarlo».

Contro la modifica della seconda canna da semplice galleria di servizio a un tunnel aperto al traffico (che come ha sottolineato il presidente Sitaf Giuseppe Cerutti «eviterà la circolazione a doppio senso nell’attuale traforo»), si schiera anche il deputato del Pd Stefano Esposito: «Trasformare la galleria di sicurezza in seconda canna di transito è inaccettabile. La lobby a sostegno della Tav prenda una posizione netta e contrasti i progetti dei soci privati Sitaf». Luigi Casel del Movimento NoTav dà ragione a Esposito: «Noi siamo sempre stati contrari al raddoppio del Frejus, e lo siamo ancora. Il nostro non è un cinico silenzio. Ad ogni riunione parliamo sempre del traforo del Frejus, sin dal 2004». Intanto, il sindaco di Bardonecchia Roberto Borgis, invita ad abbassare i toni e annuncia che il 20 giugno convocherà una riunione pubblica per informare la popolazione. «A mio avviso – spiega Borgis – non ci saranno aumenti sul passaggio dei mezzi pesanti. Chiederemo un contingentamento come fanno al Monte Bianco».