IN MEMORIA DEGLI OLTRE 300 POLIZIOTTI FERITI IN VALLE DI SUSA

Strano posto la Valle di Susa.
Per promuovere la seconda canna autostradale del Frejus si organizza uno spettacolo di cabaret, mentre per contrastare il passaggio di un treno si fa una guerra.
Il partito trasversale delle autostrade è sempre in azione.
Qualunque altro commento sarebbe un’offesa all’intelligenza di chi legge.

Di seguito l’articolo relativo ai Fichi d’India pro seconda canna Frejus

Mentre le istituzioni della valle non si pronunciano sull’opera
Seconda canna del Fréjus show dei Fichi d’India per presentare il progetto
I“Fichi d’India” per presentare alla popolazione il progetto della seconda canna del Fréjus. È questa l’idea della Sitaf e del Comune di Bardonecchia per favorire la partecipazione alla serata pubblica che si terrà mercoledì 20 giugno al Palazzo delle Feste: «Vogliamo cambiare approccio rispetto a quanto si è fatto in passato con la Tav, ed essere più positivi — dice il primo cittadino del paese, Roberto Borgis — nella serata del 20 giugno, dopo la presentazione tecnica del progetto, ci sarà lo spettacolo dei Fichi d’India. Vogliamo così creare un clima di festa, senza polemiche e tensioni».
Ma, se da un lato si ride, dall’altro si tace: dal fronte istituzionale della Valle di Susa, infatti, non arrivano prese di posizione sull’opera in costruzione al Fréjus, pur essendo un traforo lungo 12 chilometri, proprio come il tunnel che sarà realizzato a Chiomonte per la Torino-Lione. La Comunità montana presieduta da Sandro Plano, dirigente Sitaf, non intende approvare ordini del giorno per esprimere una posizione a favore o contro l’opera. Anche nell’ultimo consiglio dell’ente, tenutosi martedì sera a Bussoleno con 11 punti all’ordine del giorno, si è deliberato pure sui funghi spontanei, ma senza una parola sulla seconda canna: «Sarà convocata l’assemblea dei sindaci al più presto » ha promesso Plano. Lo stesso sta accadendo a Bardonecchia: anche qui il Comune non ha mai convocato consigli comunali per parlare dell’opera, né proposto ordini del giorno. Questo silenzio ha insospettito la minoranza: il consigliere di opposizione Maurizio Pelle ha presentato un’interpellanza chiedendo un incontro istituzionale per parlare raddoppio del tunnel, accusando il sindaco di aver cambiato idea, visto che anni prima — dai seggi della minoranza — aveva votato una delibera proprio contro la realizzazione dell’opera.
(fa.ta. – repubblica)