Frejus, la nuova galleria divide il Pd “Subito un vertice di partito

Maurizio Tropeano – LaStampa
Mentre in Francia si aspetta l’esito del secondo turno delle elezioni legislative per capire con certezza l’orientamento del nuovo governo socialista sul futuro della galleria di sicurezza del tunnel autostradale del Frejus, a Torino tre consiglieri regionali (Boeti, Gariglio e Lepri) e un parlamentare (Esposito) del partito democratico hanno scritto una lettera al segretario regionale, Gianfranco Morgando, per chiedere la convocazione di una riunione di partito per definire una posizione politica unitaria «su un’eventuale volontà di aprire al traffico anche la seconda canna del tunnel del Frejus».

Tutto nasce dall’incarico che la commissione intergovernativa ha affidato alla Sitaf per valutare costi e sostenibilità di un’eventuale apertura al traffico. Una decisione contestata da Stefano Esposito e dal presidente della provincia di Torino, Antonio Saitta, decisamente contrari al raddoppio. Finora il Pd non si è pronunciato ufficialmente sulla questione, ma l’altro giorno nel corso della riunione della nascente commissione infrastrutture del partito, c’è stato uno scontro tra Gariglio e alcuni amministratori del partito favorevoli all’apertura al traffico della galleria di sicurezza ma con il contingentamento dei passaggi.

Ecco perché, secondo i firmatari dell’appello, è «necessario elaborare una posizione politica in cui possa riconoscersi tutto il partito e che guidi l’azione di coloro che sono impegnati nelle amministrazioni locali». Una riunione in cui dovrebbero essere coinvolte «tutte le persone di area che sono in qualche modo coinvolte nella vicenda».

Intanto anche a Bardonecchia, dove mercoledì il Comune illustrerà pubblicamente i lavori per la galleria di sicurezza lato Italia, è polemica tra il sindaco e la minoranza. Roberto Borgis si è detto favorevole all’apertura del tunnel: «A mio avviso non ci saranno aumenti sul passaggio dei mezzi pesanti. Chiederemo un contingentamento come fanno al Monte Bianco». Il consigliere di minoranza, Maurizio Pelle, replica: «Ha cambiato idea rispetto alla passata legislatura. Le istituzioni devono intervenire nel governo di questo processo preoccupandosi di quello che accadrà anche fuori dal tunnel, al fine di rendere compatibile il cantiere con la vocazione turistica del paese».