Una pioggia di milioni per investire in tecnologia

GIUSEPPE LEGATO – LaStampa

Fermi dal 2006, sepolti dalla crisi, dalla burocrazia, dal cambio delle normative, riappaiono adesso i soldi del Patti territoriali della provincia di Torino. Circa 4,6 milioni di euro dei 20 milioni congelati da tempo nelle casse dello Stato sono stati riassegnati agli enti nati a ridosso del 2000 per intercettare fondi da destinare al rilancio delle aree produttive. La comunicazione è arrivata l’altra sera dal capo della Segreteria del ministro Corrado Passera alla riunione dell’Anpaca (Associazione Nazionale Patti territoriali).

Moncalieri asso pigliatutto Ne beneficia più di tutti il Patto territoriale Torino Sud, 700 kmq di superficie, 280 mila abitanti. Il comune capofila è Moncalieri, ma ci sono anche Nichelino, Chieri, Trofarello, Santena Vinovo, Carignano, Carmagnola e altri 18) che adesso dovranno – entro il 31 dicembre 2012 – presentare dei progetti di sviluppo che la Provincia poi trasmetterà al Ministero per ottenere le coperture economiche. Briciole, ma pur sempre fondi, sono stati sbloccati per il Patto territoriale del Pinerolese (145 mila euro), della Valsusa (100 mila euro) e della val Sangone (20 mila euro).

Un tesoro ritrovato

I soldi erano fermi dal 2006. Nel 2002 lo Stato aveva scelto di dividere le opportunità: 50% ai Comuni per creare infrastrutture e altrettanti alle aziende dei territori che avessero presentato progetti per aumentare la produttività. Risultato? I Comuni hanno speso la maggior parte dei soldi, le aziende no. I soldi rimasti erano vincolati, fin quando nel 2008 l’assessore ai patti di Moncalieri Elena Fissore chiese – di concerto con la Provincia – la rimodulazione dei soldi: «Dateli a noi e spenderemo anche quelli», dissero. La proposta fu accettata nel 2009, restava la burocrazia che oggi completa il suo percorso.

Un’iniezione di fiducia

Il presidente della Provincia Antonio Saitta: «E’ una notizia che aspettavamo da tempo, per dare un po’ di ossigeno agli investimenti sul territorio». L’assessore provinciale allo sviluppo economico Ida Vana spiega che «la Provincia si è lungamente battuta per ottenere queste risorse». Un’azione combinata portata avanti col deputato Pd Stefano Esposito: «Ho seguito la vicenda fin dall’inizio perché questo è il lavoro di un parlamentare nell’interesse del territorio che rappresenta. Adesso mi sta a cuore che i soldi vengano spesi tutti. Non è un decreto sviluppo per Moncalieri, ma una buona iniezione di fiducia sì».

I progetti

Come verranno spesi i fondi sbloccati? L’idea è quella di impegnare tutto sulla banda larga. Investimento più che mai necessario per attrarre nuove aziende che lavorano soprattutto sulla tecnologie (tra le poche che ancora assumono). Cosi si pensò a Moncalieri e Nichelino 3 anni fa. «E cosi è ancora oggi», dicono i sindaci Roberta Meo e Giuseppe Catizone. A breve la Provincia riunirà i Comuni e gli indirizzi saranno definitivi. Il tempo stringe.