Scontri a Chiomonte Un nuovo arresto

Massimo Numa – LaStampa

Altri due attivisti No Tav sono stati coinvolti dalla magistratura negli incidenti avvenuti il 3 luglio 2011 a Chiomonte, nell’area archeologica della Ramat, alle reti che proteggono il cantiere della linea ferroviaria Torino-Lione. Il bilancio finale fu di 240 feriti tra polizia, carabinieri e Finanza e anche numerosi attivisti. Gli scontri, in cui furono segnalati centinaia di black provenienti da tutta Italia ma anche da Spagna, Grecia, Germania, Belgio e Austria, durarono ore. La Digos di Torino ha eseguito le misure (pm Giuseppe Ferrando e Manuela Pedrotta) disposte dal gip Federica Bompieri nei confronti di Luca Custureri, 20 anni, a cui è stato notificato l’obbligo di dimora nel comune di Vaie e l’arresto ai domiciliari per Elena Riva, 26 anni, originaria di Lecco e residente a Bologna.

Secondo gli inquirenti, i due avrebbero «usato violenza e minaccia nei confronti delle Forze dell’Ordine impegnate per la sorveglianza e la protezione del cantiere Ltf…Con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in concorso con altre persone… Entrambi lanciavano numerose pietre, agendo all’interno di un gruppo di facinorosi che scagliavano anche bombe carta, razzi ed altri oggetti contundenti», sempre contro i reparti schierati a difesa delle reti.

Spiega il dirigente della Digos, Giuseppe Petronzi: «I provvedimenti costituisce il risultato degli sviluppi più recenti delle indagini che avevano portato alle altre ordinanze di misura cautelare, eseguite il 26 gennaio, per i medesimi fatti. Difatti, le attività investigative sono proseguite al fine di individuare ulteriori responsabili dei gravi fatti di violenza accaduti». Indagini seguite con attenzione dal procuratore Giancarlo Caselli.

Il 3 luglio 2011, pochi giorni dopo lo sgombero del presidio No Tav della Maddalena (27 giugno) ribattezzato «Libera Repubblica», il movimento tentò, con un assedio alle reti preceduto da una serie di appelli per convocare in Val Susa un grande numero di attivisti, di violare le recinzioni del cantiere appena avviato che, proprio in quest’ultimo periodo, ha concluso l’allargamento e dove sono in corso i lavori per realizzare il tunnel geo-gnostico. La giornata si divise in due momenti.

Migliaia di oppositori alla Tav sfilarono in modo pacifico e colorato sul lato Chiomonte e nel vicino paese di Giaglione. Circa duemila antagonisti, con il volto coperto e armati di pietre, spranghe, bombe-carte e altri ordigni, tentarono invece un assalto in stile paramilitare al cantiere. Gli investigatori hanno acquisito i piani (trovati nello zaino di un attivista), in cui ogni fase dell’attacco era stata studiata e programmata in ogni dettaglio. L’esame di filmati prosegue e non sono esclusi, in tempi brevi, forse, altri sviluppi giudiziari. E domani, nell’anniversario dello sgombero (avvenuto in poche ore, nonostante un complesso sistema di barricate) «passeggiata» notturna dei No Tav attorno al cantiere.