Sassi e bombe carta Disordini al cantiere Tav

Massimo Numa – LaStampa

La manifestazione No-Tav per ricordare l’anniversario dello sgombero del presidio della Maddalena si è trasformata da pacifica a violenta alle 21 e 50 di ieri sera. Un operaio si è avvicinato alle reti del cantiere per accendere la torre faro. Prima gli hanno urlato contro: «Bastardo, cambia lavoro!». Poi è partito un lancio di petardi e bombe carte, seguite da una raffica di pietre contro il presidio interforze costituito da polizia, carabinieri e guardia di finanza. Una pietra ha centrato e ferito a una spalla un dirigente della polizia. A quel punto i responsabili della questura hanno deciso di rispondere con gli idranti e un fitto lancio di lacrimogeni.

Il numero degli attivisti presente all’appuntamento era molto basso, ma presto sono comparsi gruppi di incapucciati con il solito armamentario. Un antagonista, megafono in pugno, ha invitato i compagni a disporsi lungo le reti del cantiere, dove sono riprese altri lanci di pietre contrastati dai lacrimogeni. Bagliori nel bosco, boati, fumo acre: l’ennesima notte di battaglia. Una torre faro è stata centrata dalle pietre, mentre una fitta nube di lacrimogeni ha avvolto il cantiere. In quel momento i No-Tav si sono spostati verso la parte bassa, in direzione del varco 7, in Clarea. Piovevano anche fuochi di artificio a cui erano stati agganciati bulloni e chiodi. I reparti antisommossa si sono schierati a difesa dei cancelli sotto il lancio incessante. Un altro gruppo di attivisti si è spostato verso la zona del Museo di Chiomonte dove hanno incominciato a battere contro le reti. Urlavano: «La valle non vi vuole, andatevene via!». «Giù le mani dalla Val Susa». «La Val Susa paura non ne ha». L’idrante ha sparato acqua anche contro il varco 5, mentre i No-Tav si spostavano in piccoli gruppi, con il viso coperto. Qualcuno tornava verso l’area della Ramat, l’anno scorso teatro degli scontri più violenti. Alle undici i fari del cantiere continuavano ad illuminare l’intera area, mentre ancora volevano pietre e lacrimogeni.

Il deputato del Pd, Stefano Esposito: «Tutto come previsto, purtroppo. Il campeggio No-Tav va sgomberato. Non si può continuare a tollerare questa violenza per tutta l’estate».