Città della Salute a rischio Roma non dà le risorse

Alessandro Mondo – LaStampa

Nei giorni scorsi gli esponenti del Pdl in Regione avevano avvertito Cota: le Città della Salute di Torino e di Novara pari sono; la seconda non potrà contare su corsie preferenziali.

Il salto di qualità, in negativo, è arrivato ieri sotto forma di un comunicato – primo firmatario, il parlamentare del Pd Stefano Esposito – dove, in estrema sostanza, c’è scritto che il progetto del polo nuovo ospedaliero è morto, o poco ci manca, e nemmeno quello di Novara sta tanto bene. Con buona pace della giunta regionale, che mercoledì ha sancito con una delibera la nascita della Città della Salute di Torino dal primo luglio.

Il problema sta nel manico, cioè a Roma, cioè nel Governo. Il quale, a quanto sembra, avrebbe ridotto da sei miliardi a uno i fondi per l’edilizia sanitaria. E nemmeno sul miliardo in questione ci sono certezze. In aggiunta, l’esecutivo parrebbe orientato a finanziare solo i progetti presentati nel 2011: un’altra campana a morto per quello torinese, arrivato a Roma quest’anno. Forse non è un caso se, nonostante le rassicurazioni del ministro della Sanità Balduzzi, a oggi non si è visto un euro. Proprio a Balduzzi Esposito chiederà conto. A lui, all’assessore regionale alla Sanità Monferino e allo stesso governatore. «Se così fosse – spiega Esposito – sarebbe l’ennesimo, duro colpo per il nostro territorio». Ne conviene Nino Boeti, consigliere regionale e responsabile della Sanità per il Pd: «Intanto si tratta di capire se e quanti soldi arriveranno, con quali criteri, e se almeno Novara è compresa nel finanziamento. La seconda questione sarà fare il punto sul polo di Torino. Mettere insieme aziende ospedaliere che lavorano in modo integrato da almeno dieci anni non significa nulla».

L’allarme della coppia Esposito-Boeti nasce da un rischio concreto. Talmente concreto che Cota, a margine del convegno sul “digital divide” promosso da Camera di Commercio e Unione Industriale di Torino, l’ha rilanciato. «Esposito non ha torto a preoccuparsi», ha commentato, auspicando semmai analoga attenzione da parte degli altri parlamentari piemontesi. Questo perchè il “pressing” esercitato dallo stesso Cota su più livelli – da Napolitano a Monti, passando per Balduzzi – potrebbe non bastare per rimediare i 377 milioni attesi dal Piemonte per dare corpo ai due progetti (250 per quello di Torino). I dubbi sono molti: «Bisogna chiarire se il Governo intende dare precedenza ai vecchi progetti o erogare i fondi sulla base di una ripartizione tra le Regioni».

Il nuovo incontro chiesto al premier rientra in quest’ottica. Il governatore e Monferino gli illustreranno interventi considerati strategici Compreso quello di Torino: «Nel 2006 ci hanno dato le Olimpiadi, ora devono darci la Città della Salute». Con una premessa, anzi due: «Per me Novara e Torino hanno la stessa importanza; realizzeremo comunque i nuovi poli ospedalieri., anche se lo Stato dovesse chiudere». Partita aperta.