Città della salute, un miraggio

Marco Trabucco – Repubblica

NON ci sono più i fondi per la Città della Salute. E rischia anche il polo di Novara. A scoprirlo è stato il deputato del Pd Stefano Esposito. E ora promette un’interrogazione al ministro della Sanità, il piemontese Balduzzi, perché sia fatta chiarezza. Ed è preoccupato anche il governatore Cota che dopo un colloquio con Napolitano ora ha chiesto di affrontare la questione con il premier Monti. C’è comunque un piano B per le Mo-linette: realizzare solo le due torri.

I SOLDI per la Città della salute non ci sono più. I 377 milioni stanziati qualche anno fa per i due nuovi maxi – ospedali di Torino e Novara e che dovevano servire per iniziare i lavori sono scomparsi. A denunciarlo sono il parlamentare del Pd Stefano Esposito e il consigliere regionale Nino Boeti. Una brutta notizia per la città e per il Piemonte che arriva proprio nella settimana in cui la giunta regionale ha varato la delibera che dava il via all’accorpamento dei diversi ospedali di Torino Sud (Molinette, Sant’Anna Regina Margherita e Cto) che dovranno formare il nucleo della nuova cittadella sanitaria.

«A febbraio – spiega Esposito il ministro della Salute Renato Balduzzi aveva assicurato che le risorse per realizzare la Città della Salute a Torino e Novara “erano stanziate e disponibili”. Non è così perché sembra che i 6 miliardi di fondi nazionali per l’edilizia sanitaria “ex articolo 20” non siano più così certi. Le risorse sarebbero state ridotte a un solo miliardo e non è neppure certo. Inoltre, il Governo sembrerebbe orientato a finanziare solo i progetti presentati nel 2011, il che vorrebbe dire tagliare fuori il progetto della Città della Salute di Torino che è stato presentato solo nel 2012. Sarebbe l’ennesimo duro colpo per il nostro territorio». Esposito presenterà quanto prima un’interrogazione a Balduzzi perché venga fatta chiarezza.

La novità non coglie di sorpresa Cota, né l’assessore alla Sanità Paolo Monferino. Nelle scorse settimane tutti e due avevano lanciato appelli, dicendosi «preoccupati» per quei 377 milioni. Addirittura Cota aveva chiesto e ottenuto un incontro con il Presidente Giorgio Napolitano cui aveva sottoposto il problema chiedendogli un aiuto. E il Governatore adesso conferma: «Esposito ha fatto bene a lanciare l’allarme: il pericolo che quei fondi non ci siano più è reale. Perché tutti e due i progetti esecutivi, sia quello di Torino che quello di Novara, sono stati presentati nel 2012 e se il governo manterrà il criterio stabilito al Piemonte non arriverà una lira. Noi chiediamo che almeno il miliardo rimasto venga diviso tra tutte le Regioni in base a criteri proporzionali (in quel caso arriverebbero in Piemonte una ottantina di milioni nel 2012), e non sulla base dei tempi di presentazione dei progetti. Comunque noi le Città della

Salute le faremo comunque, era nel mio programma elettorale. E per Torino è importante come lo sono state le Olimpiadi. Bisogna che tutti insieme si combatta per averla». Cota annuncia di aver anche chiesto un incontro con il premier Monti: «Andrò a Roma con Monferino per illustrargli il progetto ». In attesa che il ministero faccia chiarezza (per ora da Roma si fa sapere che il problema «è allo studio»), rincara la dose Boeti: «Mi auguro davvero – dice il consigliere Pd – che Balduzzi cambi idea. E che ciò che dicono Monferino e Cota sia vero perché se alla fine fosse privilegiata Novara sarebbe davvero una beffa. L’assessore, l’altro giorno, in commissione ci ha spiegato che i soldi secondo gli attuali criteri andrebbero alla Lombardia (480 milioni), al Veneto (200), alla Toscana (100), all’Umbria (80) alle Marche (80) e che per il Piemonte per ora non c’è nulla. Bisogna fare lobby per avere ciò che ci era stato promesso. Cota e Monferino devono anche capire che senza Città della salute il loro piano sanitario e la nuova organizzazione di Asl e Aso non ha più senso».