Pd, le primarie per scegliere i candidati alle elezioni 2013

MARCO TRABUCCO – Repubblica

IL PD piemontese sceglierà i suoi candidati alle prossime elezioni politiche, presumibilmente nella primavera 2013, con il metodo delle primarie. Lo farà, ovviamente, solo se sarà necessario e cioè se nel frattempo non sarà stata varata una nuova legge elettorale che preveda, a differenza di quanto accade oggi, il ritorno alle preferenze. La decisione di ricorrere a una consultazione tra gli iscritti e i simpatizzanti e stata sancita ieri in un documento approvato dalla direzione regionale del partito.

«È un principio – spiega Gianfranco Morgando, segretario piemontese del Pd – che in sostanza, pur con sfumature differenti ci ha trovati tutti d’accordo. Oggi ci troviamo di fronte a due problemi – continua – quello della rappresentanza dei territori, prima di tutto perché non può accadere che province come quella di Cuneo non abbiamo un parlamentare del Pd che la rappresentino. E per questo credo che il metodo delle primarie sia indispensabile. Poi c’è la questione delle competenze: se intendiamo candidare anche qualche esponente importante della società civile, una grande economista ad esempio, allora bisogna escluderlo dalle primarie, garantirgli l’elezione e lasciare la responsabilità di quella scelta ai dirigenti del partito».

Una posizione, quella di Morgando, che trova solo parzialmente d’accordo il parlamentare Stefano Esposito che delle primarie anche per la scelta dei candidati alle Politiche è stato il primo propugnatore. «Qualche eccezione si può fare, ma solo per nomi davvero eccezionali, non per riservare “quote” ai gruppi dirigenti da amministrare secondo regole di corrente. Il documento approvato comunque va bene. Anche se va inquadrato in un regolamento nazionale del partito».

Nella direzione regionale Pd di ieri non si è affrontato invece il delicato problema del diritto al matrimonio degli omosessuali: dopo le polemiche dei giorni scorsi, sul tavolo c’erano due ordini del giorno contrapposti, uno «laico», l’altro della componente cattolica. La discussione però è stata rinviata a una riunione ad hoc della direzione che si dovrebbe tenere entro la fine di luglio. Si è parlato invece di politica nazionale, dei possibili effetti della spending review e di quello che il partito può o non può fare per modificare il provvedimento, Molti interventi, in particolare di amministratori locali, hanno evidenziato le difficoltà per i tagli del governo Monti: «Nei prossimi mesi – ha detto Morgando – ci attende un lavoro difficile: accompagnare l’azione del governo con il profilo della nostra responsabilità. Richiamare però anche la dimensione sociale della crisi e la necessità di affrontarla, rendere evidenti le nostre priorità e ottenendo risultati nell’azione parlamentare ».