I soldi di Torino 2006 non saranno impiegati per smantellare il bob

Andrea Gatta – CronacaQui

«La Procura può stare tranquilla, i soldi del post-olimpico non verranno spesi per togliere l’ammoniaca dalla pista di bob di Cesana. Serviranno a creare investimenti sul territorio». Stefano Esposito, il deputato Pd padre della legge che ha permesso di far restare in Piemonte il “tesoretto” avanzato dall’Agenzia Torino 2006, risponde all’affondo del pubblico ministero Andrea Padalino, che nei giorni scorsi era tornato a chiedere conto degli oltre 100 milioni di euro a disposizione della Fondazione XX marzo. Risorse che già da febbraio il Governo (con un parere della Ragioneria di Stato) ha assegnato all’ente che ha in carico l’eredità dei giochi olimpici. Ma i cui progetti per utilizzarli, al momento, non sono ancora stati predisposti. «Io sono sempre più sorpreso dal fatto che si continui a fare supposizioni su questi 100 milioni da parte di chi la legge non l’ha letta. È un discorso generale, non mi riferisco alla Procura. La legge regolamenta chiaramente la quantità dei fondi, le varie tranche e in che modo questi soldi possono essere spesi».Però l’intervento della Procura – non il primo in questo senso – è stato piuttosto circostanziato. Il timore della magistratura è che la somma possa essere usata per smaltire l’ammoniaca dell’impianto del bob e sancire la fine di ogni attività invernale. Un’operazione che spetta in realtà a Live Nation, il socio privato che ha la maggioranza delle quote di Parcolimpico, braccio esecutivo della Fondazione. «La Procura fa il proprio lavoro, come è giusto – replica Esposito -, ma mi auguro che le indagini aperte da tempo su questo settore giungano a un punto, qualunque esso sia. La preoccupazione espressa per quanto riguarda la pista di bob è del tutto legittima, ma infondata. Questo perché la legge non permette di usare quei soldi per la spesa corrente ma solo per gli investimenti e le ristrutturazioni. Nessuno può pensare di utilizzare i fondi per l’ammoniaca così come, è bene specificarlo, per l’innevamento degli impianti e per la promozione turistica. Basta leggere il testo per saperlo».Nei prossimi giorni il collegio dei soci fondatori, convocato dal presidente della Provincia Antonio Saitta, dovrebbe avanzare le prime proposte per il “tesoretto”. Un primo passo, si ritiene, per sbloccare la situazione. «Non spetta a me decidere. Ma la mia sollecitazione – continua Esposito – è che, siccome esistono tranche annuali, queste vengano spese subito, facendole funzionare da moltiplicatore per il territorio attraverso progetti oculati. Interessanti ricerche di Finpiemonte dimostrano che ogni euro investito dall’ente è in grado di generarne 4,5. Auspico che si possa seguire quella strada». Una cosa è certa, secondo il parlamentare del Pd: «Le scelte spettano alla Fondazione e non a Live Nation e le strutture gestite dai privati non sono contemplate dalla legge. A meno che non sia la stessa Fondazione a decidere di trasformare gli impianti. Se, per esempio, si decidesse di trasformare la pista in una cattedrale, allora sì». Ma, conclude il deputato, «in ogni caso da due anni i privati hanno intenzione di togliere l’ammoniaca a loro spese, ma non viene loro permesso. Preferisco evitare che montino sospetti di qualsiasi tipo: sono a disposizione della Procura e di chiunque voglia avere un chiarimento».