I PROCLAMI DELL’EX-BR E IL SILENZIO DEGLI INTELLETTUALI

“Vogliamo attaccare lo stato e la società…consideriamo l’apparato giudiziario un teatrino…”: sono parole pronunciate ieri dall’ex terrorista BR Maurizio Paolo Ferrari nelle aule del Tribunale di Torino. La rinuncia alla difesa, il rifiuto della legalità e delle istituzioni, la lettura di documenti e di appelli alla lotta violenta. Tutto questo accade nell’estate torinese del 2012, ma assomiglia molto a quanto drammaticamente accaduto negli anni Settanta. Ma a differenza di quei tragici anni, ciò che sconcerta è l’assoluto silenzio da parte della società civile, degli intellettuali di sinistra della nostra città e degli amministratori valsusini che dovrebbero indignarsi nel vedere il loro territorio trasformato in una palestra di lotta insurrezionalista.

Da più di un anno assistiamo a continue violenze contro il cantiere di Chiomonte e le forze dell’ordine, con tanto di assalti a colpi di pietre, bilie di ferro e bottiglie incendiarie; abbiamo assistito all’assedio del Tribunale di Torino da parte di centinaia di No Tav; abbiamo visto le bandiere No Tav sventolare davanti al Tribunale di Milano in occasione del processo alle nuove BR; abbiamo visto invocare la ‘libera repubblica della Maddalena’ quasi fosse una zona-santuario al di fuori delle leggi nazionali; abbiamo visto all’opera in Valle di Susa esponenti ex BR, ex Prima Linea e pruridenunciati anarco-insurrezionalisti; assistiamo ogni giorno al tentativo di delegittimare l’inchiesta condotta dal Procuratore Caselli.

E tutto questo senza che nessuno – non dico un Sandro Plano, troppo impegnato a produrre dossier contro la Tav – ma almeno un intellettuale, uno scrittore, un cantante, un attore…si sia sentito in dovere di intervenire per pronunciare una parola di condanna chiara e netta.

La storia ci ha dimostrato come spesso il silenzio significhi omertà e questa si traduca in complicità. Chissà se dopo le parole di Ferrari, almeno per finta o per tattica, qualcuno di questi campioni della morale dirà una parola o scriverà una riga?