Alenia congela l’investimento sullo stabilimento di Caselle

Andrea Rossi – LaStampa

La verità si saprà con certezza solo tra qualche giorno, quando i vertici di Finmeccanica probabilmente il presidente Giuseppe Orsi – saranno a Torino per incontrare le istituzioni locali, a cominciare dal sindaco di Torino Piero Fassino. Le indiscrezioni, però, circolano da giorni e non promettono nulla di buono. Il consiglio d’amministrazione di Alenia (il gigante italiano dell’aviazione civile e militare) avrebbe deciso di congelare l’investimento previsto per il trasferimento della produzione da corso Marche allo stabilimento di Caselle per almeno cinque anni. L’allarme arriva dal deputato del Pd Stefano Esposito, che ieri ha riunito Gianfranco Morgando e Paola Bragantini, leader regionale e provinciale, alcuni parlamentari, assessori, consiglieri regionali e comunali del partito, oltre all’amministrazione di Caselle, per sollecitare l’azienda a fare chiarezza sulle proprie intenzioni: «Chiediamo coerenza: gli enti locali finora hanno mostrato massima disponibilità; se sono sorti problemi è giusto discuterne. Per noi non è fondamentale la realizzazione di uno stabilimento di per sé, ma perché questo confermerebbe l’interesse di Alenia a portare avanti una politica industriale sul territorio».

L’operazione è storia di poco più d’un anno fa, alla vigilia delle elezioni comunali. Il Comune di Torino approva in tutta fretta una variante urbanistica per modificare la destinazione d’uso dell’area di corso Marche su cui sorge lo stabilimento Alenia, rendendola anche commerciale e residenziale. Lo fa venendo incontro alla scelta dell’azienda di chiudere la fabbrica per spostare tutta la produzione a Caselle, raddoppiando lo stabilimento. Un investimento da 80 milioni di euro, che ora starebbe andando in fumo.

Il raddoppio dell’impianto vicino all’aeroporto sarebbe stato finanziato proprio con le risorse incassate da Alenia valorizzando l’area di corso Marche, resa molto più appetibile dalla variante. Il guaio è che il gruppo veneto che sembrava interessato all’operazione – un maxi centro commerciale da 50 mila metri quadrati più alcune palazzine residenziali – sia scomparso e al momento l’unica prospettiva realistica è uno «spacchettamento», con una vendita a spezzatino da cui Alenia ricaverebbe risorse che difficilmente andrebbero a finanziare il nuovo sito produttivo. Almeno, questo è il timore di Esposito e degli altri esponenti del Pd, oltre che dei rappresentanti sindacali dell’azienda, che ieri hanno partecipato all’iniziativa dei democratici chiedendo anch’essi risposte.

Risposte che Esposito – insieme con i deputati Boccuzzi e Portas – ha chiesto qualche mese fa anche al governo, quando ancora non si sapeva che l’investimento era rinviato ma cominciavano ad aleggiare i primi dubbi. «Peccato che l’interrogazione al ministro Passera sia passata inosservata», spiega Esposito.

Nello stabilimento di corso Marche lavorano circa 1500 dipendenti; a Caselle circa 1700. L’azienda avrebbe garantito di salvaguardare i livelli occupazionali, ma la prospettiva che tormenta i sonni di sindacalisti e politici è un’altra. Lo spiega Carlo Chiama, assessore provinciale al Lavoro: «Il problema riguarda Alenia, ma più in generale il futuro del settore manifatturiero. Si rischia la destrutturazione del sistema produttivo della provincia e del Piemonte».

Il Pd – e con lui il sindaco di Caselle Luca Baracco, con l’assessore ai Lavori pubblici ed ex primo cittadino Giuseppe Marsaglia – chiede l’intervento del governo: Alenia è una società di Finmeccanica, il colosso controllato dallo Stato. «Si tratta di un’azienda pubblica», ribadisce Chiama, «di cui quindi lo Stato è garante; per questo è necessario che il governo si impegni a dare risposte. E se non lo fa il ministro Passera è giusto che se ne occupino i ministri torinesi e piemontesi».

Il Pd chiederà spiegazioni anche in Regione. Il consigliere Roberto Placido ha presentato un’interrogazione al presidente Cota e all’assessore alle Attività produttive Giordano.