Alenia non raddoppia più a Caselle

MARIACHIARA GIACOSA – Repubblica

ACASELLE Alenia non raddoppia più e stoppa per cinque anni gli 80 milioni di investimenti promessi. Almeno secondo il parlamentare del Pd Stefano Esposito che ieri ha lanciato l’allarme durante un incontro al quale hanno partecipato anche i colleghi di partito Antonio Boccuzzi e Giorgio Merlo, il sindaco di Caselle e i sindacati. «Il cda di Alenia – ha annunciato – ha deciso di sospendere per cinque anni l’investimento previsto per il trasferimento della produzione di corso Marche, a Torino, nello stabilimento di Caselle e la decisione sarà ufficializzata dai vertici di Alenia e Finmeccanica nei prossimi giorni alle istituzioni torinesi » . Comunicazione che però fonti certe dell’az ienda smentiscono: « Non c’è nessun incontro in calendario» assicurano. Anche in Comune l’allarme del parlamentare Pd arriva inatteso: «Certo c’è un rallentamento dell’operazione – ammette il vecensindaco Tom Dealessandri – c’è la crisi economica, è cambiato il cda, ma a noi non risulta che ci abbiano ripensato». Nessuna comunicazione nemmeno in piazza Castello. «Io non ne so niente – ha commentato l’assessore regionale allo sviluppo economico Massimo Giordano – ma verificherò immediatamente con i vertici dell’azienda: certo, se così fosse, non sarebbe un fatto positivo». Secondo Esposito invece sarebbe a rischio l’intera operazione di rilancio di Alenia a Torino che prevedeva la vendita da parte della società di Finmeccanica dell’area di corso Marche e l’apertura di un nuovo polo a Caselle. Corso Marche sarebbe andato a un operatore commerciale: oltre 50 mila metri quadrati per case, negozi e servizi.

Sulla vendita ci sarebbero in effetti dei problemi: non è facile in questo momento trovare imprenditori pronti a investire su aree così grandi. Ma secondo Esposito anche i piani strategici di Alenia sarebbero cambiati. «La cordata non c’è più ha detto – e ora Alenia conta di vendere l’area a pezzettini, per fare cassa, ma certo non per investire a Caselle». Le prove? Tante, secondo lui, a partire dallo stato di manutenzione degli uffici torinesi e del numero di ingegneri, almeno una trentina, pronti a partire per tre anni di lavoro a Monaco.

Sospendere per cinque anni poi toglierebbe linfa vitale a uno dei pochi comparti che reggono l’economia piemontese.

Alenia occupa 1500 addetti a Torino e 1700 a Caselle: «Professionalità qualificate ha spiegato l’assessore provinciale al lavoro Carlo Chiama che senza commesse si perdono in poco tempo, perché l’innovazione si sposta in fretta e le competenze anche». Incerti sarebbero poi anche gli investimenti sull’F35 a Cameri «fermi in attesa delle decisioni del governo ».

Esposito ha posto il problema al ministro Passera «e ora chiedo a Fassino, Cota, ma anche ai ministri piemontesi Profumo e Fornero di occuparsi della cosa, visto che Alenia è un’azienda di Stato». A Cota hanno chiesto conto anche il vicepresidente del consiglio regionale Roberto Placido e il capogruppo Aldo Reschigna. «Faccia presto chiarezza con i vertici Alenia e Finmeccanica perché vengano mantenuti gli impegni con sindacati e istituzioni locali. Sarebbe un grave errore – ha detto Placido – se la Regione assumesse un atteggiamento attendista, o se peggio ancora qualcuno immaginasse di occuparsi solo del futuro del polo novarese dimenticando Torino».