La Val Susa contro il governo “Non accorpateci a Pinerolo”

Francesco Falcone – LaStampa

Se la sezione distaccata del Tribunale di Susa dev’essere sacrificata in nome dei tagli di bilancio, almeno non costringete i nostri cittadini agli enormi disagi e agli inutili costi per raggiungere Pinerolo.

È questo il senso del documento indirizzato, nella giornata di ieri, dai sindaci della Val Susa e della Val Sangone al Ministero di Giustizia e ai parlamentari di Camera e Senato, che stanno esaminando la manovra per ridurre le sedi giudiziarie di tutta Italia. Un appello messo nero su bianco dal sindaco di Susa, Gemma Amprino, e già sottoscritto da parecchi primi cittadini del territorio, senza distinzioni di partito o di appartenenza politica.

Su iniziativa dei deputati Esposito (Pd) e Napoli (Pdl), una delegazione composta dai primi cittadini di Susa, Sant’Antonino, Borgone, Meana, Condove è stata anche ricevuta dal procuratore della Repubblica di Torino, Giancarlo Caselli, e dal procuratore aggiunto Vittorio Nessi, che si sono detti d’accordo con le osservazioni degli amministratori valsusini e hanno segnalato al ministro Severino la bontà delle osservazioni.

«L’ipotesi di salvare il Tribunale di Pinerolo trasferendo lì le competenze di Susa è una follia – sbotta Antonio Ferrentino, sindaco di Sant’Antonino -. Solo chi non conosce la geografia del territorio può condividere una simile operazione di macelleria sociale, con notevoli costi a carico dei cittadini». Sulla stessa linea si ritrovano un po’ tutti gli amministratori di Valle: «Se il Tribunale di Susa non può continuare ad esistere, è di vitale importanza l’accorpamento alla sede di Torino, evitando così unioni insostenibili, per distanza e disagi, quali l’ipotizzato accorpamento a Pinerolo, che si trova in una Valle non confinante con la nostra, non collegata da treni e servizi di autotrasporto», si legge nella lettera che il sindaco Amprino ha condiviso fin dalle prime battute con i colleghi di Almese, Borgone, Bussoleno, Condove, Meana, Villar Dora e diversi altri sindaci.

Il Tribunale di Susa gestisce i procedimenti giudiziari del territorio che spazia da Caselette a Bardonecchia, da Avigliana a Coazze: un’area di oltre 40 Comuni e più di 115 mila abitanti. Cifre che i padrini politici che hanno preso a cuore la difesa delle aule giudiziarie pinerolesi puntano a sommare all’esistente per giustificare la sopravvivenza del Palazzo di Giustizia di Pinerolo.

«Questa operazione non può essere fatta a spese della Val di Susa: territorio già pesantemente provato da vicende note a livello nazionale, che diverrebbe oggettivamente il più disagiato e penalizzato d’Italia», incalzano i sindaci valsusini. Critiche condivise dagli operatori del sistema giudiziario: «Cittadini e funzionari pubblici chiamati in giudizio, o a testimoniare in aula a Pinerolo, sarebbero costretti a tre ore di macchina, quando dalla Val Susa si può arrivare a Torino in un’ora», sottolineano gli avvocati che operano a Susa.

La riforma delle sedi di Tribunale sta provocando vivaci reazioni anche a Chivasso, la cui sezione distaccata dovrebbe essere accorpata al Tribunale di Ivrea. Avvocati del foro locale, personale degli uffici giudiziari e sindaci del territorio hanno scritto al ministro Severino per chiedere l’annessione a Torino.

A mobilitarsi nei confronti dei vertici ministeriali anche i parlamentari di zona Andrea Fluttero (Pdl), Renato Cambursano (Gruppo Misto, ex Idv) e Patrizia Bugnano (Idv). Spiega la senatrice Bugnano: «Chiediamo di inserire la sezione distaccata di Chivasso nel circondario del Tribunale di Torino, in ragione della distanza chilometrica e della presenza di migliori collegamenti infrastrutturali».